ALBANIA/ Alta tensione a Tirana, Ue e Usa invitano alla calma

- La Redazione

Tre morti ieri per le vie della capitale albanese, negli scontri tra polizia e opposizione di sinistra. All’origine della tensione uno scandalo di corruzione e il risultato contestato delle elezioni del 2009.

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Il premier albanese Sali Berisha (Imagoeconomica)

ANCORA TENSIONE A TIRANA, DOPO I TRE MORTI USA E UE INVITANO ALLA MODERAZIONE – La guerriglie urbana scoppiata ieri per le strade di Tirana ha fatto tre vittime, tutti civili uccisi da colpi di arma da fuoco. Il presidente Berisha nega che i colpi siano stati sparati dalla polizia. Intanto un appello congiunto dell’Unione europea, degli Stati Uniti e dell’Osce invita «tutte le parti» alla «calma e al contegno, e ad astenersi da provocazioni».

Gli scontri sono esplosi ieri tra la polizia e i manifestanti di sinistra, scesi in piazza di fronte agli uffici del premier Sali Berisha. Gli oppositori protestavano per uno scandalo esploso la settimana scorsa intorno al vicepremier Ilir Meta. Questi è stato ripreso con una telecamera nascosta dal giornalista di una televisione privata mentre chiede a un suo collega di esercitare pressioni per influenzare il risultato di una gara d’appalto. Meta si è difeso sostenendo che il fimato è stato fabbricato dai suoi rivali, ma è stato comunque costretto alle dimissioni.

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Le televisioni internazionali hanno riferito di violenze della polizia contro i manifestanti, ma il premier Berisha ha negato che le tre vittime siano state uccise dalla polizia. Le tre persone sono state «uccise a bruciapelo con armi leggere, con pistole. E la polizia non possiede tali armamenti», ha garantito il primo ministro albanese, durante una conferenza stampa. «Ogni responsabilità per questi incidenti e per queste vittime va direttamente attribuita agli organizzatori di questa manifestazione».

 

Il leader dell’opposizione socialista, il sindaco di Tirana Edi Rama, ha accusato invece la polizia di aver sparato contro la folla provocando le vittime. Rama ha chiesto le dimissioni del governo e il ricorso alle elezioni anticipate.

 

Pur deprecando le violenze «di entrambe le parti», l’Alto rappresentate per la politica estera europea Catherine Ashton e il commissario incaricato dell’Allargamento, Stefan Fuele, hanno dichiarato che «manifestare è uno strumento della libertà di espressione e permette ai cittadini di raccogliersi pacificamente». Preoccupazione è stat espressa da più parti per questi scontri che paiono allontanare l’Albania dall’Europa.

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