UCCISO GHEDDAFI/ Il Cnt: inchiesta sulla morte del Colonnello. Il Mufti: no ai funerali islamici

- La Redazione

Oggi, invece, il Cnt libico annuncia un’iniziativa analoga a quella dell’Onu, e fa sapere che una commissione indagherà sulle cause effettive della morte di Gheddafi.

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Foto Ansa

Inizialmente avevano negato una simile eventualità. Oggi, invece, il Cnt libico annuncia un’iniziativa analoga a quella dell’Onu, e fa sapere che una commissione indagherà sulle cause effettive della morte di Gheddafi. Lo ha riferito il capo del Cnt, Mustafa Abdel Jalil, durante una conferenza stampa tenuta a Bengasi. Quando i giornalisti gli hanno chiesto come e chi avesse ucciso il Colonnello, ha risposto che per rassicurare la Comunità internazionale darà vita all’inchiesta. Per quanto riguarda, invece, la richiesta di consegnare il corpo, finora esposto nella cella frigorifera di una macelleria di Misurata, ai famigliari, ha fatto sapere che ogni decisione in merito spetta al nuovo mufti della Libia, lo sheykh al-Sadeq al-Gharyan. Costui ha già fatto sapere che non saranno celebrati i funerali secondo il rito musulmano. Dal momento che, secondo lui, era evidentemente un miscredente, i fedeli musulmani non potranno pregare per la su anima. Sarà, tuttavia, lecito inumarlo in un cimitero islamico, mentre solamente i suoi familiari potranno disporne la salma e pregare per la sua anima. Sarà, inoltre, seppellito in un cimitero ignoto, onde evitare che si creino dei pellegrinaggi. Poi, riferendosi alle dinamiche che hanno portato al decesso, a parlato di un presunto scontro avvenuto tra i miliziani fedeli al rais e gli insorti. Il capo dell’organismo di rappresentanza degli insorti, ha anche inteso dare rassicurazioni alla Comunità internazionale in merito alle recenti notizie in base alle quali l’assetto amministrativo e giuridico del Paese si sarebbe basato sulla Sharia, la fonte legislativa fondata su una rigida applicazione del Corano. Ha spiegato, infatti, che i libici sono islamici, certo. Ma islamici moderati. Sarà fatta una legge per affermare che la Sharia è la fonte principale della legge e che la Costituzione è la legge fondamentale. Ma saranno privilegiati quei principi in linea con una visione moderata, come quello che prevede l’intangibilità del sangue e del denaro delle altre persone.

 Di fronte a tali dichiarazioni, il ministro degli Esteri Franco Frattini si è detto convinto di come l’importante sia che, alla base di qualunque Costituzione intendano adottare, vi sia la libertà di religione. Abdulhafez Gaddur, rappresentante in Italia del Cnt libico, ha risposto che «Sicuramente ci sarà un grande rispetto delle religioni». Staremo a vedere. Sta di fatto che, nel frattempo, sui siti web collegabili ad al-Qaeda si sono moltiplicate le manifestazioni di stima nei confronti di Jalil, definito il nuovo “principe dei credenti”.



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