STRAGE LIEGI/ Il giornalista belga: è una tragedia senza un perché

- La Redazione

Il giornalista della tv belga, PASCAL BUSTAMANTE, racconta lo choc del Paese per l’attentato di Liegi, che resta senza un perché in quanto al momento non è ancora stato chiarito il movente

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Liegi dopo l'attentato (RTBF)

Si è messo a lanciare bombe sulla folla, ha spianato il kalashnikov sparando alla rinfusa sui passanti che acquistavano regali di Natale e poi si è suicidato con un colpo alla tempia. Resta senza un perché la strage di Liegi in Belgio, dove ieri verso le 12.30 nella centralissima place Saint-Lambert all’improvviso si è scatenato l’inferno. Nella confusione dei primi momenti si è parlato di un commando di terroristi islamici che avrebbero scatenato il panico tra la gente. Anche perché per le proporzioni dell’attentato, che al momento ha falciato sei vite umane e lasciato sul terreno 70 feriti, sembrava impossibile che ad agire fosse stato un folle isolato. La polizia belga ha invece chiarito che il responsabile di tutto quanto è avvenuto è uno solo: si chiama Nordine Amrani ed è un saldatore di 32 anni con origini magrebine ma cittadinanza belga, e alle spalle una condanna a 58 mesi di carcere. Il sussidiario.net ha intervistato Pascal Bustamante, giornalista della tv pubblica belga RTBF che ha seguito per la sua testata i fatti di ieri e che descrive lo choc del Paese di fronte a quanto è avvenuto.

Qual è stata l’esatta dinamica dell’attentato ricostruita dalle indagini della polizia?

In un primo momento c’era molta confusione e abbiamo pensato che ci fossero diversi attentatori. Alla fine si è invece scoperto che l’attentatore era un’unica persona, Nordine Amrani, di 32 anni, che ha lanciato diverse bombe. Non sappiamo se si trattasse di granate o di bombe fatte a mano. L’uomo si è messo quindi a sparare sulla folla presente sul posto, in quanto c’erano diverse persone che aspettavano alla fermata dell’autobus. Al momento il bilancio è di sei persone rimaste uccise, incluso l’attentatore, e più di 70 feriti.

Chi sono le persone rimaste uccise?

Un bambino di 23 mesi, due minorenni di 15 e 17 anni, un’anziana signora di 75 anni, un 20enne e lo stesso attentatore.

Qual è la nazionalità dell’attentatore?

E’ un cittadino belga di origini straniere.

Dalle prime indagini della polizia, quali ipotesi sono emerse sul movente della strage?

L’inchiesta è ancora in corso e non è ancora stata in grado di dare una risposta alla domanda su che cosa sia scattato nella mente dell’attentatore. Amrani ieri avrebbe dovuto incontrare i magistrati per un caso giudiziario nel quale era rimasto coinvolto, ma non sappiamo se sia stato questo il motivo per cui ha sparato sulla folla. Tutto quello che sappiamo è ciò che ha compiuto ieri, per il resto dovremo attendere il prosieguo delle indagini.

Amrani faceva parte di gruppi islamici o di altri movimenti terroristici?

Sembra che non fosse coinvolto in nessun gruppo di questo tipo, almeno stando a quello che la procura ha dichiarato finora.

In passato le forze dell’ordine in Belgio hanno fatto emergere l’esistenza di cellule islamiche nel Paese?

Al momento non c’è alcun motivo per collegare quanto avvenuto ieri con qualsiasi altro evento terroristico, né di matrice islamica né di qualsiasi altro tipo. Non abbiamo alcun indizio che vada in quella direzione.

Quali sono state le prime dichiarazioni del re del Belgio e degli altri politici più in vista nel Paese?

Il primo ministro, Elio Di Rupo, e il ministro degli Interni, Joelle Milquet, si sono recati direttamente sul posto per visitare i feriti, incontrarsi con le forze di polizia e con tutti i comuni cittadini di Liegi. Il re Alberto II e la regina Paola Ruffo di Calabria anche loro si sono recati nella cittadina colpita dall’attentato. Diversi altri politici del Paese lo faranno nei prossimi giorni per dimostrare la loro solidarietà, specialmente nei confronti di chi ha riportato lesioni in questi tragici eventi.

Il re ha intenzione di indire una giornata di lutto nazionale?

Non credo, al momento comunque il capo dello Stato non ha ancora formulato questa ipotesi.

Quanto avvenuto ieri ricorda alcune stragi avvenute in passato negli Stati Uniti, dove le armi sono molto più diffuse che in Europa. Le leggi del Belgio consentono alle persone di acquistare liberamente fucili e pistole senza la necessità di particolari autorizzazioni?

No, le regole sulla detenzione di armi in Belgio sono molto severe. E’ necessario ottenere un permesso per acquistare una pistola o un fucile, anche se si tratta di modelli da caccia e non da difesa personale. Ogni arma deve essere registrata in commissariato. E quindi il fatto di circolare con il tipo di armi che sono state utilizzate ieri, addirittura un kalashnikov e delle bombe a mano, è già di per sé un motivo sufficiente per andare incontro a problemi con la giustizia. Non a caso Amrani era già stato condannato per detenzione di armi.

Nella storia del Belgio vi sono mai stati degli altri attentati di questo tipo?

Non è mai avvenuto nulla di queste proporzioni, con qualcuno che si è messo a sparare su delle persone innocenti che passavano per strada. L’unico episodio in qualche modo ricollegabile sono i fatti di Antwerp, nel 2002, quando Mohamed Achrak, un professore di origini marocchine, fu assassinato da un folle per motivazioni razziali. L’assassino in quel caso fu arrestato sul posto. Ma attentati di questo tipo per fortuna non avvengono tutti gli anni.

 

(Pietro Vernizzi)

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