LIBIA/ Napolitano: immigrati, serve la solidarietà di tutta l’Europa

- La Redazione

Napolitano, di fronte alla possibile e imminente ondata migratoria, invita a non cedere ad vittimismi e allarmismi.

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Giorgio Napolitano (Foto Ansa)

Napolitano, di fronte alla possibile e imminente ondata migratoria, invita a non cedere ad vittimismi e allarmismi.

La situazione in Libia è sempre più convulsa. Si avvicendano notizie contrastanti sulla caduta di Tripoli e il rischio, tra gli altri, di un’ondata migratoria dalle Coste dell’Africa verso l’Europa, specialmente verso l’Italia, si fa sempre più pressante. A tal proposito è intervenuto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano invitando ad un atteggiamento cauto: «bisogna non cedere a vittimismi e allarmismi», ha detto il Capo dello Stato prima di lasciare Berlino. Napolitano ha ribadito, poi, «l’esigenza di una forte solidarietà per far fronte a questa emergenza, un’esigenza che non è solo dell’Italia o della Germania, paesi a cui non si chiede un particolare ruolo, ma di tutti». Secondo l’inquilino del Quirinale, «la dichiarazione congiunta dei ministri degli Esteri Frattini e Westerwelle va nella giusta direzione». Sulla necessità di una politica europea comune ha aggiunto: «Credo che sulla volontà di portare avanti una politica euromediterranea anche in tema di immigrazione ed asilo, che ha scarseggiato, quanto sta accadendo rappresenta una scossa talmente forte e brusca da permettere di superare le situazioni, attendismi, elusività ed ambiguità del passato».

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Ribadendo il concetto, ha poi commentato: «L’importante è che dall’Ue arrivi un forte messaggio politico di disponibilità ed impegno a cooperare per lo sviluppo dell’area del Mediterraneo, ed anche un forte rinnovato impegno per una politica comune in tema di immigrazione ed asilo». Nel frattempo, il ministero dell’Interno predispone tutte le misure possibili per fronteggiare l’ipotesi di scenario peggiore: secondo il quale, infatti, potrebbero sbarcare in Italia fino a 50mila migranti: «Non possiamo farci trovare impreparati in caso di emergenza», aveva dichiarato il ministro dell’Interno Roberto Maroni.

 

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