DIARIO GIAPPONE/ Terremoto, Saki Ito: “Quinto giorno dopo la catastrofe”

- La Redazione

Il diario da Tokyo di Saki Ito, una ragazza giapponese. Il quinto giorno dopo il terremoto, la paura della fuga radioattiva, la capitale giapponese che si svuota

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"I supermercati nella mia zona sono ora pieni di scaffali vuoti, non perché manchino i prodotti alimentari, ma perché la gente li sta accumulando per ogni evenienza", foto di Saki Ito

Le scosse continuano ancora, ma le preoccupazioni della gente negli ultimissimi giorni sono rivolte al problema dell’impianto nucleare. All’inizio è sembrato che si trattasse solo dei reattori 1 e 3, ma poi qualcosa ha cominciato ad andare storto anche con altri due reattori, prima il 2 e poi il 4. Ora pare che tutti i reattori rischino di non essere più sotto controllo, perché oltre ai problemi dei primi quattro, vi sono voci che anche i reattori 5 e 6 potrebbero avere gli stessi problemi del numero 4. La situazione sembra cambiare ogni dieci minuti ed è veramente difficile essere aggiornati con l’ultima notizia attendibile, anche se siamo in Giappone.

Io e i miei amici siamo ridotti a cose tipo: “Pare che ci sia fumo che esce dal reattore 3.” “Come, non era il reattore 1?” Personalmente, credo che i media giapponesi facciano bene a tranquillizzare la popolazione. In questi ultimi giorni, accanto a fornire dati preoccupanti sulle radiazioni, spiegano anche con precisione cosa ciò possa significare per la nostra salute. Ovviamente sarebbe meglio non avere nessuna radiazione, ma i commenti di questi giorni rassicurano sul fatto che, anche se le radiazioni a Tokyo sono “più alte del normale”, non sono assolutamente vicine ai livelli di pericolo.

Tuttavia, per gli abitanti di Tokyo è un periodo di incertezza e ansietà. Io sono tornata al lavoro perché il treno ha ricominciato a funzionare nella stazione più vicina a me. Oggi, sono andata alla stazione alla solita ora e mi sono resa conto che c’era meno gente del solito a Shinjuku, una delle maggiori stazioni di Tokyo. Ho sentito che c’è chi sta andando via dalla città e sono rimasta colpita dalla notizia che il governo francese ha pronti alcuni aerei per Tokyo per evacuare i loro connazionali.

La stessa cosa sta succedendo attorno a me, i miei amici italiani sono tornati a casa, il mio amico inglese se ne è andato verso l’ovest e alcuni miei amici giapponesi sono andati da parenti, anche loro nell’ovest. Comincio a sentirmi un po’ sola. Naturalmente, se pensassi che fosse necessario, potrei anche io prendere qualche giorno di ferie e andare in zone più sicure. Essendo abbastanza giovane, non ho ancora grandi responsabilità sul lavoro, al contrario di mio padre che non può andarsene a meno che la sua azienda non decida di sospendere l’attività.

Eppure, stranamente, sento che quello che devo fare è restare a Tokyo e lavorare come al solito. Intendiamoci, se il rischio dovesse aumentare significativamente me ne andrei, ma cosa succede se ora tutti se ne vanno da Tokyo? Ci sono già tante cose che stanno andando male, compreso il crollo della Borsa. Qui a Tokyo noi possiamo fare molto poco per aiutare direttamente le popolazioni delle aree colpite, ma possiamo continuare a lavorare regolarmente e tenere viva la capitale. Dentro questa vicenda ci siamo tutti, insieme.

(Saki Ito)

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