LIBIA/ Francia e Gran Bretagna: sì a una soluzione diplomatica. Ma Sarkozy rivendica la guida politica delle operazioni

- La Redazione

La Francia si è detta disponibile, assieme alla Gran Bretagna, a studiare una soluzione diplomatica. Sarkozy, tuttavia, intende assumere la guida politica delle operazioni

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Una manifestazione di sostenitori pro Gheddafi (Ansa)

La Francia si è detta disponibile, assieme alla Gran Bretagna, a studiare una soluzione diplomatica. Sarkozy, tuttavia, intende assumere la guida politica delle operazioni lasciando alla Nato quella militare.

Francia e Gran Bretagna stanno studiando «una soluzione politica e diplomatica» per la Libia. E’ stato il presidente francese Sarkozy a darne notizia in conclusione del vertice Ue. «Martedì al vertice di Londra con Cameron avanzeremo una proposta comune per scadenzare le prossime tappe dell’azione in Libia. Presenteremo un’iniziativa franco-britannica». Si tratta di una data che non è per nulla casuale. Martedì, infatti, il comando dell’azione militare contro il Colonnello passerà alla Nato. Resta il fatto che la Francia intende assumere la guida politica dell’operazione. Secondo Sarkozy, dal momento che anche l’Unione Africana e la Lega Araba fanno parte della partita, tali organismi necessitano di un interlocutore che non può essere rappresentato dall’Alleanza Atlantica.

«Non sono le forze della Nato che vanno a proteggere la popolazione libica, ma le forze di una coalizione di undici Paesi, tra cui due Paesi arabi», ha dichiarato il presidente francese. «Le decisioni sono prese dal coordinamento politico. Le missioni della Nato avverranno sulla base di obiettivi proposti da un coordinamento politico a più alto livello», ha aggiunto sottolineando che «la Nato non può assorbire Paesi come gli Emirati Arabi Uniti o il Qatar. È impossibile».

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Durante il vertice del Consiglio europeo si è sottolineato come la Lega Araba sia fondamentale nello svolgere quel ruolo di mediazione che consentirà di raggiungere gli obiettivi che i 27 si sono posti. Ovvero, anzitutto, far sì che Gheddafi si decida a farsi da parte e  per potere «assicurare la sovranità e l’integrità territoriale della Libia». Nel corso del vertice si sono anche studiate alcune soluzioni per far sì che il Rais non paghi i mercenari con i proventi del petrolio, avanzando l’ipotesi di «un embargo totale sul petrolio libico e ampie limitazioni commerciali».

Intanto, mentre da un funzionario Nato giunge la notizia che si ritiene che i bombardamenti non dureranno più di 90 giorni, i ribelli fanno sapere che le vittime dall’inizio del conflitto sarebbero tra le 6 e le 8mila

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