CALIFORNIA/ Progetto di legge per cancellare una città dove vivono 90 persone

- La Redazione

Lo Stato della California vuole abolire Vernon, una città abitata da 90 persone, ma dove si trovano 1.800 imprese e ogni giorno si recano a lavorare 55mila pendolari

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L'autore della proposta, John A. Pérez

Vernon è una massa disordinata di 5,2 miglia quadrate composta da capannoni, industrie, stabilimenti chimici tossici e fabbriche per la lavorazione della carne che assomigliano allo sfondo di «La mente che cancella», il film di David Linch ambientato nel deserto industriale.

95 ABITANTI E 1.800 IMPRESE – Ha una popolazione di 95 persone e 1.800 imprese, attratte da basse tasse, regole permissive ed energia elettrica a poco prezzo. Vernon, che si trova nella Contea di Los Angeles in California, vista dal satellite appare come una fila infinita di capannoni industriali, senza praticamente edifici pubblici né case. Ed è anche uno dei Comuni più corrotti dell’intero Stato federale, almeno secondo quanto scrive Adam Nagourney sul New York Times. Anche per questo il Parlamento dello Stato guidato dal governatore repubblicano, Arnold Schwarzenegger, ha avviato una massiccia campagna per abolire la cittadina, trasformandola in un’«area non incorporata» sotto la gestione della Contea di Los Angeles.

«FORTE FRUSTRAZIONE» – Senza autonomia verrebbero meno quei regolamenti lassisti che continuano ad attrarre nuove industrie come cattedrali nel deserto. Il democratico John A. Pérez, presidente dell’Assemblea legislativa della California, tra i più accesi sostenitori della proposta di legge per togliere a Vernon il titolo di città, ha dichiarato al New York Times: «Ho provato una forte frustrazione per il caso di Vernon per molto tempo. Più me ne sono occupato, più mi sono accorto di quanto fosse il centro di una enorme corruzione».

MANIFESTAZIONI CONTRO PEREZ – Il Comune di Vernon ha però dalla sua tre punti di forza: l’Assemblea non avrebbe l’autorità per cancellare la città; trasformandola in area non incorporata si creerebbe una fuga di massa degli imprenditori; i casi di corruzione sarebbero limitati al passato, mentre oggi la città vigilerebbe sul rispetto delle regole. Dalla scorsa settimana, una reclame televisiva del costo di 65mila dollari è mandata in onda su alcuni canali per contestare il progetto di abolizione della città. Mentre diverse centinaia di persone hanno partecipato a una manifestazione contro Peréz e la sua iniziativa.

 

55MILA PENDOLARI – L’ipotesi di cancellazione del Comune di Vernon preoccupa i tanti che ogni giorno raggiungono il centro per lavorare nelle fabbriche della zona: in tutto si parla di quasi 55mila pendolari. La battaglia sta mettendo in luce la singolarità di una realtà autonoma da Los Angeles. Ci sono circa 30 case in tutta Vernon, ognuna delle quali occupa in media 80 metri quadrati, sovrastate dai complessi industriali. Le abitazioni sono proprietà della città e sono occupate, al prezzo di 110 dollari per stanza da letto, dai membri del Consiglio comunale e da alcuni dipendenti municipali. E secondo il New York Times, in questo modo si riuscirebbe a costruire un elettorato molto coeso, che ha consentito alla città di rimanere indenne da qualsiasi mutamento politico.

ACCUSE DI CORRUZIONE – Infatti, i pochi che abitano in città e che hanno diritto di votare per le cariche locali sono dipendenti o proprietari delle principali attività commerciali della zona. A ciascuno di loro quindi conviene non contrastare i consiglieri comunali, perché ciascuno di loro rappresenta una relazione importante. Leonis Malburg è stato per cinquant’anni di fila il sindaco di Vernon e si è dovuto dimettere perché accusato di corruzione. I suoi due successori più recenti hanno avuto anche loro vicissitudini giudiziarie, uno per aver speso i soldi della città per benefici personali, l’altro per conflitto d’interessi e appropriazione indebita di fondi pubblici. Vernon riesce ad attirare gli imprenditori grazie a imposte locali molto basse per le imprese.

 

INCENTIVI PER L’ELETTRICITA’ – Non avendo particolari spese per i servizi pubblici, in quanto i cittadini sono pochissimi, la città riesce a mantenere i conti in ordine. A farne le spese sono le città vicine, che si devono occupare di decine di migliaia di abitanti, ma di poche aziende, perché i loro cittadini vanno poi a lavorare a Vernon. Diventando una città non incorporata, i titolari delle ditte dovrebbero affrontare regimi di tassazione più alti e dovrebbero rinunciare ad alcuni incentivi per l’utilizzo dell’energia elettrica, e questo non risulterebbe gradito a chi ha il potere a Vernon.

 

(Pietro Vernizzi)

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