LIBIA/ Una delegazione libica è a Bruxelles. Gheddafi è in trattative?

- La Redazione

Due aerei del colonnello Gheddafi sono atterrati a Bruxelles. Una delegazioni libica è a colloquio con il capo della diplomazia europea, il Commissario Catherine Ashton

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Foto Ansa

Due aerei del colonnello Gheddafi sono atterrati a Bruxelles. Una delegazioni libica è a colloquio con il capo della diplomazia europea, il Commissario Catherine Ashton

Che stia trattando la sua uscita di scena? Non è escluso. Anche se Gheddafi rilancia le accuse all’occidente – «Vogliono colonizzare la Libia di nuovo, è un complotto colonialista» – pare siano in corso trattative. Emissari del Colonnello sono atterrati a Bruxelles con due aerei e sono a colloquio con Catherine Ashton, capo della diplomazia europea, ed altri diplomatici Ue. La rappresentanza libica potrebbe prender parte alla riunioni di oggi e domani di Ue e Nato. Un terzo aereo del rais – ha riferito il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini – è invece atterrato al Cairo, dove un’altra delegazione ha portato al governo egiziano una lettera di Gheddafi da consegnare alla Lega Araba.

Nel frattempo continuano gli scontri. Due persone sono rimaste uccise e 17 ferite a Ras Lanuf, importante centro petrolifero dove sarebbero in corso bombardamenti aerei. I caccia stanno attaccando anche la città di Ben Jawad, che sarebbe passata in mano ai ribelli. Sono sempre di più e voci che dai paesi occidentali si levano per chiedere una no fly zone. Secondo il segretario di Stato Usa Hillary Clinton «La decisione deve essere presa dalla comunità internazionale, non dagli Usa».

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Intanto, l’ambasciatore russo presso la Nato, Dmitri Rogozin, rivela che Usa e Gran Bretagna «stanno preparando un’operazione sul territorio libico fin dal 20 febbraio», a prescindere dal benestare dell’Onu e della Nato. In Italia Frattini fa sapere che «Banca d’Italia, Consob e Tesoro sono le autorità da cui dipende l’attuazione di sanzioni e alle quali l’Italia aderisce».

 

Il ministro ha riferito alla Camera circa l’accordo sulle sanzioni contro la Liba, raggiunto dall’Unione europea, che va oltre quelle dell’Onu. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa, infine, comunica che «abbiamo messo a disposizione già da parecchi giorni 200 militari a sostegno delle forze di polizia: 50 saranno utilizzati a Mineo, nel villaggio della solidarietà, mentre gli altri possono essere impiegati a Lampedusa, ma non dipende da noi bensì dal prefetto e dal ministero dell’Interno».

 

 

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