TERREMOTO GIAPPONE/ Diario di Saki: un’altra scossa, tra black out e voglia di normalità

- La Redazione

Nuova scossa di terremoto registrata nel mare al largo delle coste giapponesi. Il sisma ha raggiunto i 7,4 gradi. Il raconto della nostra corrispondente da Tokyo

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Gli effetti del recente tertremoto in Giappone

Ieri 7 aprile il Giappone ha subito una nuova, forte scossa di terremoto. Poco dopo la mezzanotte ora locale, un sisma di magnitudo 7,4 ha colpito al largo delle coste devastate dallo tsunami dell’11 marzo. Si tratta della prefettura di Miyagi, quella che ha subito i maggiori danni e dove si trova anche la centrale nucleare di Fukushima.

Immediato è stato l’allarme tsunami così come l’ordine di evacuar ela centrale dato ai tecnici che vi lavorano. Il terremoto con una magnitudo di 7,4 gradi (quello dell’11 marzo fu di oltre 8 gradi) è stato localizzato al largo delle coste di Honshu, a 40 chilometri di profondità. La scossa è stata localizzata a 144 chilometri da Fukushima. Il Sussidiario.net si è messo in contatto in tempo reale con la corrispondente da Tokyo Saki Ito. “La scossa è stata avvertita anche a Tokyo” ci ha detto. “I grattacieli hanno vacillato vistosamente, è stato come essere in un a macchina che attraversa un stato di strada con le buche”. E’ stato lanciato un allarme tsunami, onde previste alte due metri. Saki dice che circa un’ora dopo la scossa l’allarme viene ritirato, le onde erano alte circa un metro e non ci sono state conseguenze.

“Difficile dire nella prefettura di Miyagi che danni reali ci siano stati dopo questa scossa di oggi” spiega. “La regione è talmente distrutta che non è possibile verificare quali nuovi danni possano esserci stati. Le autorità parlano di alcune strade collassate e di incendi che si sono propagati qua e là ma di entità ridotta. C’è stato anche un generale black out dell’intera prefettura”.

Quale è la situazione a Tokyo, dopo i ripetuti allarmi di contaminazione che sono stati dati nelle ultime settimane? “Le autorità continuano a monitorare il cibo, specialmente le verdure e il pesce. Però in questi ultimi giorni i negozi di Tokyo sono stati di nuovo riforniti di acqua nelle bottiglie. L’acqua e il latte sono fuori pericolo”. Dove vive adesso la gente sopravvissuta allo tsunami? “In molti vivono ancora nei centri di evacuazione nei pressi delle loro città, oggi distrutte. Ci sono diversi centri di evacuazione in altre prefetture dove le condizioni da tutti i punti di vista, specie die servizi, sono migliori. Ci sono alcuni centri di evacuazione anche qui a Tokyo”.

Si fanno ancora i black out per risparmiare energia? “No, a Tokyo non se ne fanno più anche perché adesso il clima è abbastanza caldo e non c’è più bisogno di usare i riscaldamenti”. Saki conclude dicendo che la vita a Tokyo è quasi tornata al livello di normalità cui erano abituati prima del terremoto dell’11 marzo: “Non è proprio la stessa cosa, ma poco ci manca. La gente tende a passare meno serate fuori di casa di quanto faceva prima, e anche i ritmi del lavoro sono ancora piuttosto ridotti”.



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