SOCIAL NETWORK/ Facebook e Twitter: in Francia è vietato pronunciarli

- La Redazione

Vietato dire Facebook e Twitter. Accade in Francia, dove è stato imposto il divieto di pronunciare il nome dei due social network in trasmissioni televisive o radiofoniche.

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Foto Imagoeconomica

Vietato dire Facebook e Twitter. È proibito per legge. Accade in Francia, dove è stato imposto il divieto di pronunciare il nome dei due social network all’interno di trasmissioni televisive o radiofoniche francesi. Il divieto sarebbe legittimato da un decreto del ’92, in base al  quale citare servizi del genere, nominandoli esplicitamente, corrisponderebbe a una pubblicità. Si tratterebbe, quindi, secondo le leggi d’Oltralpe, di un trattamento privilegiato. I due siti non potranno essere nominati a meno che non abbiano a che fare con un fatto di cronaca. Il primo effetto pratico della decisione di far rispettare il decreto consiste nel fatto che non sarà più possibile rivolgersi agli spettatori invitandoli, ad esempio, a seguirli sulla pagina di Facebook o di Twitter della trasmissione. Christine Kelly, portavoce del Conseil Superieur de l’Audiovisuel (CSA), motiva il divieto, intervistata dal settimanale francese L’Express, con queste parole: «Perché dare la preferenza a Facebook, che vale miliardi di dollari, quando ci sono molte altre reti sociali che si battono per il riconoscimento? Sarebbe una distorsione della concorrenza». Un divieto che, in ogni caso, in Italia risulterebbe ancor più controverso e di difficile applicazione.

Siamo, infatti, secondo un’indagine del Censis, grandissimi fruitori di social network. Dal settembre 2008 al marzo 2011 gli utenti di Facebook sono passati da 1,3 milioni a 19,2 milioni. Ciascuno di essi passa sul sito 55 minuti, in media, al giorno, è membro di 13 gruppi, e posta ogni mese 24 commenti, diventa fan di 4 pagine, riceve 3 inviti ad eventi e invia 8 richieste di amicizia. 



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