PAKISTAN/ Petizione islamica per vietare la Bibbia

- La Redazione

Il Vescovo ausiliare di Lahore ha espresso la sua preoccupazione relativamente a una petizione inoltrata da un gruppo islamico che chiede di mettere fuori legge la Bibbia

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Immagine d'archivio

Il Vescovo ausiliare di Lahore ha espresso la sua preoccupazione relativamente a una petizione inoltrata da un gruppo islamico che chiede di mettere fuori legge la Bibbia.  Si tratta di una iniziativa a cura del partito Jamiat-Ulema-e-Islami nella quale si chiede alla Corte suprema di dichiarare blasfemi alcuni passaggi della Bibbia. Se tale richiesta non verrà accolta, chiederanno la messa al bando di tutta la Bibbia.  In Pakistan i cristiani che criticano l’Islam vengono già condannati per via della legge sulla blasfemia. Il Vescovo di Lahore ha espresso un preciso punto, e cioè che i pakistani cristiani hanno ogni diritto di avere la Bibbia. Il leader del partito islamico, Maulana Abdul Rauf Farooqi, ha invece detto che nella Bibbia sono contenuti dei passaggi non compresi nel Corano e che in tali passaggi figure come Davide o Salomone sono descritti occupati in crimini morali. In realtà, lo stesso leader islamico ha ammesso che la proposta di vietare la Bibbia è stata una risposta alla minaccia del pastore americano Terry Jones, il quale voleva dare fuoco al Corano. Per il Vescovo invece si tratta di un tentativo di provocare i cristiani e ha invitato alla calma.

Il Pakistan da anni è attraversato da episodi di violenza e persecuzione nei confronti dei cristiani, basti ricordare il recente omicidio da parte dei musulmani del ministro cristiano Bhatti, o la condanna a morte di Asia Bibi, accusato di blasfemia.

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