AL QAEDA/ Magdi Allam: il terrorismo islamico è sempre più forte per colpa dell’Occidente

- int. Magdi Cristiano Allam

Un nuovo messaggio del leader di Al Qaeda incita alla guerra contro l’occidente. Secondo MAGDI ALLAM il terrorismo islamico è ancora più forte di quanto lo fosse nel 2001

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Al Qaeda

E’ tornato a farsi sentire con un nuovo video messaggio il leader di Al Qaeda, Ayman al-Zawahiri, successore di Osama bin Laden. Nelle sue parole l’invito esplicito a rapire ovunque possibile gli occidentali “allo scopo di liberare i nostri uomini prigionieri nei loro Paesi”, un nuovo attacco a Barack Obama definito bugiardo e primo sostenitore di Israele e infine l’invito agli egiziani a portare a compimento la rivoluzione cominciata nel loro Paese. Parole inquietanti ovviamente. Ilsussidiario.net ha chiesto a Magdi Cristiano Allam, eurodeputato di Io amo l’Italia, il suo parere su questo messaggio: “Al Qaeda” ha detto “è oggi più forte che mai. Controlla militarmente ampie zone di Paesi come il Mali e la Somalia e agisce come un vero e proprio Stato”. Quello di al-Zawahiri, spiega, è l’appello di chi si sente all’offensiva e che ha oggi due nemici, gli Stati Uniti e i Fratelli Musulmani egiziani.

Onorevole, come interpreta il messaggio di al-Zawahiri?

Dobbiamo prendere atto del fatto che oggi Al Qaeda è più forte di quello che era prima dell’11 settembre 2001.

Obama, tra i tanti, però sostiene il contrario.

Al Qaeda oggi controlla militarmente dei territori come se fosse uno Stato. Nel nord del Mali occupa un territorio grande tre volte la Gran Bretagna. In Nigeria, in Somalia e nello Yemen ha delle basi solide, così come è attiva in Iraq, in Afghanistan, in Pakistan e oggi anche in Siria, con una serie di attentati terroristici che evidenziano la vitalità di questa organizzazione terroristica islamica globalizzata.

Al-Zawahiri attacca Obama e rivolge un appello esplicito agli egiziani.

E’ l’appello di chi si sente all’offensiva e ritiene che Al Qaeda abbia, oggi, due nemici da sconfiggere.

Quali?

Il primo è il fronte dei Paesi occidentali, Stati Uniti in testa, che dopo l’11 settembre hanno promosso guerre in Iraq e Afghanistan, guerre che purtroppo si sono rivelate infruttuose.

Perché?

Perché non si è riusciti a sconfiggere Al Qaeda, nonostante l’uccisione di bin Laden. Il secondo pericolo per al-Zawahiri sono i Fratelli Musulmani, grande rivale all’interno della galassia islamica. Gli Stati Uniti hanno deciso di investire sui Fratelli Musulmani, legittimandoli e consentendo loro di accedere al potere in vari Paesi del Medio oriente, proprio con l’intento di dividere questa galassia al suo interno e ottenere in cambio della legittimazione il loro sostegno per debellare Al Qaeda.

Cosa che non sembra sia avvenuta, almeno fino a oggi.

 

Non è avvenuta, per cui noi oggi ci troviamo con dei Paesi a maggioranza islamica sulla sponda mediterranea meridionale, guidati dai fratelli musulmani, e, al tempo stesso, Al Qaeda ancora più forte di quanto non fosse undici anni fa.

 

Che ne pensa della politica occidentale nei confronti del terrorismo islamico?

 

Purtroppo l’occidente oggi sta sbagliando tutto. Ha voluto legittimare i Fratelli Musulmani, immaginandoli come una sorta di Democrazia cristiana nel mondo islamico e non comprendendo che c’è una differenza fondamentale fra il Corano e i Vangeli, fra Maometto e Gesù, fra il cristianesimo e l’islam.

 

Ci spieghi questo passaggio.

 

La similitudine è assolutamente infondata. Chi fa riferimento al Corano e a Maometto, alla sharia e all’islam, opera secondo logiche che sono logiche di conquista e di imposizione dell’islam costi quel che costi.  Lo possono fare pragmaticamente, se è nel loro interesse, dissimulando il loro reale obbiettivo, ma l’obbiettivo resta di sottomettere all’islam il mondo intero.

 

Dunque un occidente a cui sfuggono particolari importanti.

 

L’occidente sta commettendo la follia suicida di schierarsi con i carnefici dei cristiani in Medio oriente. Sta accadendo in Siria, dove è in atto un genocidio dei cristiani, ma sta accadendo anche in Egitto, dove i cristiani rappresentano una minoranza consistente tra il 10 e il 15 % degli 83 milioni di abitanti. L’occidente sta aiutando questi carnefici dei cristiani, sostenendoli politicamente all’insegna della menzogna della Primavera araba. 

 

Secondo lei questo è il risultato del vuoto di valori che caratterizza l’occidente o più semplicemente di interessi economici legati al petrolio dei Paesi arabi?

 

Sono vere entrambe le cose. E’ vero che l’occidente, come dice il Papa ripetutamente, è succube della dittatura del relativismo, che porta a far venire meno la certezza dei nostri valori non negoziabili che privilegiano la sacralità della vita, la dignità della persona, la centralità della famiglia naturale e la libertà religiosa. E’ anche vero che noi chiudiamo entrambi gli occhi di fronte alle atrocità commesse contro i cristiani, che sono in assoluto i più perseguitati al mondo per motivi religiosi, e questo per interessi economici. Basti pensare alla Nigeria, dove ogni domenica andare a messa è diventato una sorta di martirio. Non si è decisi nella condanna per salvaguardare i nostri interessi petroliferi nella regione.

 

E dunque?

 

Il martirio dei cristiani in Nigeria passa come un fatto di cronaca che si archivia e finisce lì. Ma bisogna dire che il relativismo si è infiltrato anche all’interno della Chiesa stessa, nel momento in cui ci sono documenti ufficiali del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso in cui si parla delle tre grandi religioni monoteistiche legittimando l’Islam a prescindere dai contenuti del Corano, di Maometto si parla come di un profeta, dell’Islam come religione autentica e del Corano come testo sacro.

 

Che conseguenze porta questo?

 

Tutto questo fa venire meno la certezza dell’assolutezza della verità cristiana e non può che portare al disorientamento dei fedeli che, se hanno la percezione che tutto sommato l’Islam e cristianesimo sono la stessa cosa, finiscono per avere meno forte l’attaccamento alla religione cristiana.

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