SIRIA/ Uccisi mentre facevano la fila per il pane, forse trecento morti (video)

- La Redazione

Forse trecento le vittime tra i civili che facevano la coda per comprare il pane nella città ribelle di Halfaya vittime del bombardamento aereo dell’esercito fedele ad hassad

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Ennesimo massacro in Siria, uno dei più cruenti di questa lunga e interminabile guerra civile che ha dilaniato e massacrato soprattutto la popolazione civile. Un massacro consumato poche ore prima del Natale e in un luogo dove le armi non dovrebbero neanche esserci: davanti a un fornaio, in fila per comprare un po’ di pane. Secondo fonti non ancora confermate ufficialmente ci sarebbero più di trecento morti, secondo altre fonti i morti sarebbero novanta, comunque moltissimi, donne, ragazzi, bambini, gente comune in fila davanti al fornaio in attesa del proprio turno. E’ successo nella città di Halfaya dove è in corso un assedio da parte delle truppe del governo di Assad. Il massacro sarebbe avvenuto durante un bombardamento aereo sopra la cittadina: sul posto c’erano almeno mille persone in fila dicono i ribelli che hanno denunciato la strage. Come detto il bilancio dei morti oscilla tra i novanta e i trecento: se anche fosse vero il primo numero sarebbe comunque destinato ad aumentare in quanto i feriti gravi sarebbero parecchi. Nella regione dove si trova la città di Halfaya sono in corso da giorni combattimenti tra l’esercito governativo e i ribelli. I ribelli stanno portando avanti una vera e propria offensiva per prendere possesso delle principali vie di comunicazioni della zona e cercare di mandare via le forze governative dalla città e dai villaggi a nord di Hama. La conquista di Halfaya dove è avvenuto il massacro dei civili è considerata una importante vittoria dei ribelli e proprio per questo il bombardamento operato dai Mig lealisti è considerato una semplice vendetta da parte di Assad per punire i civili e dunque senza alcuno scopo militare. In questo quadro drammatico l’inviato dell’ONU e della Lega araba è giunto a sorpresa a Damasco: non sa sa se incontrerà esponenti del governo di Assad o i ribelli. Era dallo scorso ottobre che l’inviato dell’ONU non entrava in Siria. Nonostante voci diffuse anche dagli alleati di Assad, i russi, riguardo a una ormai inevitabile sconfitta militare del dittatore siriano, la guerra civile continua senza che se ne veda una fien possibile.



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