SIRIA/ Jean: i gas velenosi di Assad aprono a un intervento militare dell’Occidente

- int. Carlo Jean

Assad sta impiegando gas nervini contro la popolazione siriana, cosa che potrebbe provocare l’intervento militare occidentale. Il Generale CARLO JEAN ci spiega i possiibli scenari

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I gas velenosi entrano sullo scenario già sufficientemente drammatico della guerra civile siriana: secondo quanto si apprende infatti ci sono state diverse vittime provocate dall’uso di un gas ritenuto simile al Sarin, un gas nervino classificato come arma di distruzione di massa. L’uso di tale gas era stato anticipato già da tempo dai servizi di sicurezza e dai media americani, ma nessuno pensava che Assad arrivasse veramente a usarlo in quanto il suo uso può provocare l’intervento militare dei paesi occidentali che hanno già avvertito da tempo il regime siriano di questa eventualità. Cosa sta dunque succedendo in Siria? Assad davanti alla soluzione finale dettata dalla disperazione? Secondo il generale Jean contattato da ilsussidiario.net, “più che scelta disperata quella di Assad è una scelta suicida: l’uso del gas innesterà quasi sicuramente un intervento militare internazionale”. Ecco dunque quali scenari militari si prospettano nell’immediato futuro.

I paesi occidentali hanno già prospettato la minaccia di intervento militare davanti all’uso di gas velenosi: perché Assad è passato a questa iniziativa? E’ la disperazione?

Più che disperazione lo definirei atteggiamento suicida. Come si sa, questo uso di gas innesterà quasi sicuramente un intervento militare internazionale nonostante il fatto che la Russia e la Cina al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite continueranno a porre il veto su tale intervento.

Basterà ad evitare l’intervento militare?

Bisogna dire che la Russia al momento è fortemente spiazzata dagli eventi che si stanno verificando in Siria e negherà che Assad abbia potuto usare armi chimiche contro il proprio popolo. Anche se c’è un precedente ed è quello di Saddam contro la popolazione curda dell’Iraq.

A cui non seguì alcun intervento immediato di forze militari. Bisogna poi tener conto che in Siria ci sono molti consiglieri militari russi e anche questo potrebbe impedire l’intervento militare occidentale per paura di conseguenze gravissime.

In realtà la presenza di consiglieri militari russi impiegati per il sistema di difesa aereo non è a mio avviso questa grande novità, dato che il sistema di difesa aereo siriano è di costruzione russa. Questo vuol dire che quando uno fornisce le armi, manda anche gli esperti tecnici per l’impiego delle armi stesse. Quindi non è da escludere che ci siano consiglieri militari russi, ma la Russia lo negherà e di conseguenza non sarà una remora per un intervento militare in particolar modo di Stati Uniti e Turchia. Anche se le perplessità permangono e riguardano soprattutto la situazione interna siriana.

Cioè?

Il fatto che elementi radicali islamici abbiano un ruolo di rilievo nella direzione dell’esercito di liberazione e nello stesso consiglio popolare siriano. Sono elementi che rendono davvero intricata la situazione interna dello stesso fronte di liberazione.

Si può dire che stiamo assistendo a una accelerazione degli scenari di guerra anche a livello internazionale?

A mio avviso ci potrà essere essenzialmente un intervento aereo in particolar modo di aerei telecomandati senza pilota. Questi aerei mireranno a colpire e far fuori lo stesso Assad e il suo circolo più ristretto di collaboratori. Molto più complicato  e difficile mi sembra un intervento terrestre nonostante il fatto che l’esercito turco sia un esercito molto forte sia come effettivi che come armamenti anche perché utilmente ha ricevuto appoggio e armamenti da parte americana e tedesca.

 

Si potrebbe assistere a una invasione di terra dell’esercito turco e a un sostegno aereo americano?

 

Sì, oppure un sostegno aereo alla resistenza armata siriana con l’intervento di turchi, americani e quasi sicuramente inglesi e francesi che si accoderanno agli americani.

 

Come ha dimostrato il recente caso della Libia però l’intervento aereo significa tempi molto lunghi per un conflitto, mentre l’invasione di terra accorcerebbe tali tempi. E’ d’accordo?

 

Certo: sicuramente una invasione di terra è più rapida e più decisiva però vuol dire che con una invasione automaticamente il post Assad viene preso a carico dalle potenze occidentali anziché dagli insorti. E questo non credo che loro  lo vogliano.

 

E i russi davanti a una invasione o comunque a un intervento occidentale staranno a guardare o interverranno anche loro?

 

No assolutamente non sono in grado di farlo, diciamo che i russi hanno appena gli occhi per piangere. Non hanno alcuna capacità di intervenire militarmente con truppe di terra e soprattutto i russi non vogliono rompere con l’occidente. Penso che tutta la recente politica estera russa sia rivolta  a un reset con l’America. 

 

Perché secondo lei?

Perché l’economia russa dipende troppo dall’esportazione di petrolio e di gas e attualmente si trovano abbastanza in difficoltà per problemi interni. Hanno una ondata islamica crescente ai confini meridionali soprattutto nel Caucaso del nord dove assistiamo a un revival dell’emirato del Caucaso come lo chiamano gli islamisti e quindi le forze terrestri russe sono impegnate per fronteggiare questa minaccia.

 

Non sono dunque in grado di intervenire?

 

Il teatro di operazioni siriano come tutto medio orientale è al di fuori della portata sia operativa che logistica della Russia in questo momento.

 

Russi che però come dimostra la durata di questa guerra civile hanno costruito un esercito siriano davvero potente.

 

Certamente l’esercito siriano ha una notevole forza e tutto sommato è sempre stato sottovalutato il supporto che Assad ha dal popolo siriano, in particolare le minoranze che non sono solo gli alauiti, ma anche i cristiani, i drusi e in parte anche i curdi che però perseguono l’autonomia delle regioni dell’est siriano dove vivono. 

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