SCENARI/ Giraldi (Cia): vi svelo il doppio gioco del Pakistan con Usa e talebani

- int. Philip Giraldi

Per l’ex ufficiale della CIA, PHILIP GIRALDI, “ il Pakistan sta facendo il doppio gioco sostenendo i talebani, perché teme che dopo il ritiro Usa ritornino al potere in Afghanistan”

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Foto: InfoPhoto

“Il documento della Nato pubblicato dalla BBC in cui si accusa il Pakistan di sostenere i talebani contiene informazioni autentiche. Il governo di Islamabad sta facendo il doppio gioco, perché teme che dopo il ritiro delle truppe Usa dall’Afghanistan i talebani ritornino al governo”. Philip Giraldi, per 18 anni specialista anti-terrorismo della CIA, commenta per Ilsussidiario.net le indiscrezioni che rischiano di portare a una rottura tra Pakistan e Stati Uniti. Ieri a stretto giro era giunta la smentita del portavoce del ministero degli Esteri pakistano, Abdul Basit, secondo cui il documento “è una cosa frivola, siamo impegnati nella non-interferenza in Afghanistan”. Giraldi, uno dei maggiori esperti al mondo di intelligence mediorientali, spiega però che “il motivo per il quale esistono i servizi segreti è proprio per consentire ai governi di compiere qualcosa e nello stesso tempo smentire tutto. Non solo quindi l’ISI (l’intelligence pakistano, Ndr), ma anche la CIA è in contatto con i talebani”.

Giraldi, ritiene che l’ISI stia aiutando davvero i talebani?

Sì, è così. I servizi segreti pakistani hanno sempre lavorato per tenersi aperte tutte le possibilità, continuando a parlare con i talebani perché sono convinti del fatto che gli Stati Uniti non resteranno in Afghanistan un solo minuto in più del necessario. Fin dall’inizio quindi l’ISI ha avviato contatti con il movimento afghano.

L’ISI sta agendo d’accordo con il governo pakistano o di propria iniziativa?

Spesso i governi sono al corrente di quanto compiono i loro servizi segreti, ma non lo riconoscono apertamente. Sospetto quindi che il governo pakistano sapesse del sostegno ai talebani, ma abbia preferito non discuterne. Francamente non ritengo possibile che l’ISI possa avere agito in modo indipendente.

Secondo alcuni le basi dei talebani afghani si troverebbero nel Pakistan occidentale. E’ davvero così?

Innanzitutto, i talebani non sono un movimento unitario ma sono divisi in diverse fazioni. Certamente il governo pakistano potrebbe rappresentare una fonte di sostegno per alcuni di questi gruppi. E’ un fatto del tutto possibile, e su questo sono state formulate diverse ipotesi. Per il Pakistan avrebbe senso fornire queste forme di aiuto ai talebani, in modo da potere influenzare ciò che stanno compiendo.

Se il Pakistan arriva a fare questo, significa che non si fida degli Stati Uniti?

Non è questo il punto, quanto piuttosto il fatto che il governo del Pakistan sta cercando di essere molto cauto in tutte le sue relazioni internazionali. E’ questo del resto il motivo per cui esistono i servizi segreti, la cui funzione è proprio quella di consentire ai governi di compiere qualcosa e nello stesso tempo di smentire tutto.

 

Il capitano John Kirby, portavoce del Pentagono, ha dichiarato: “Siamo a lungo stati preoccupati per i legami tra gli elementi dell’ISI e alcune reti estremiste”. Che cosa ne pensa di questa dichiarazione?

 

Si tratta di una lamentela che negli ultimi anni abbiamo sentito diverse volte da parte del Dipartimento di Stato Usa. E’ una preoccupazione legittima, ma nello stesso tempo anche gli Stati Uniti stanno parlando ai talebani. Questi ultimi purtroppo sono una realtà e anche i governi devono prenderne atto. Ma la vera domanda è fino a che punto i talebani siano in grado di tornare a essere il partito di governo in Afghanistan, e fino a che punto invece siano soltanto un gruppo tra i tanti presenti nel Paese.

 

In che modo la CIA sta cercando di contrastare il ruolo del Pakistan nella regione?

 

Non posso parlare a nome della CIA, in quanto non lavoro più per i servizi segreti Usa, ma ritengo che questi ultimi abbiano una relazione ambigua con il governo pakistano e con l’ISA. La CIA è infatti convinta che il Pakistan stia giocando nello stesso tempo più ruoli differenti, trattando con molti degli attori dell’area, siano essi gruppi o governi, e con ciascuno in modi differenti. I servizi segreti Usa si sono quindi fatti l’idea che il Pakistan non sia completamente affidabile, perché quello che afferma potrebbe essere diverso da ciò che fa.

 

Perché allora gli Stati Uniti hanno scelto il Pakistan come loro alleato?

 

Perché non avevano alternative. Il Pakistan è infatti indispensabile per la stabilità nell’Asia centrale e meridionale, ed è essenziale per chiunque altro si trovi coinvolto in quella regione. Gli Usa trattano quindi con il Pakistan pur sapendo che potrebbero esserci delle difficoltà nei rapporti reciproci.

 

Cosa accadrà quando gli Usa si ritireranno dall’Afghanistan?

Dipende da come sarà la situazione politica nel Paese mediorientale in quel momento. Se l’Afghanistan avrà un governo relativamente forte, i pakistani stringeranno un accordo con il suo premier. Ma se si convinceranno del fatto che i talebani possano continuare a essere una delle principali forze politiche nel Paese, allora probabilmente stabiliranno rapporti sia con il governo sia con i talebani.

 

Fino a che punto il fatto che il Pakistan stia trattando con i talebani può avere conseguenze pericolose?

 

Il Pakistan sta certamente trattando con alcuni dei gruppi talebani in Afghanistan. Per rispondere alla sua domanda però, occorrerebbe sapere con quali di questi gruppi abbia stretto legami. Ma questo credo che in Occidente non lo sappia nessuno.

 

Osama Bin Laden si è nascosto in Pakistan per diversi anni. Il rapporto della Nato  è la dimostrazione che a proteggerlo erano i servizi segreti pakistani?

 

Su questo si può ipotizzare che in Pakistan qualcuno stia portando avanti una sua guerra personale, anche se purtroppo non lo sappiamo con certezza. Non abbiamo sufficienti informazioni sulla politica interna del Pakistan, per essere in grado di affermare chi sia a dettare le regole di quanto sta avvenendo nel Paese. Nessuna delle diverse fonti che ho consultato ne sapeva abbastanza da questo punto di vista.

 

L’obiettivo del Pakistan è controllare la situazione o destabilizzare l’Afghanistan?

 

L’intenzione del Pakistan è quella di essere in grado di controllare la situazione: non credo che voglia un Afghanistan instabile perché quest’ultimo invaderebbe l’India. Islamabad vuole quindi mantenere la sua influenza, ma non intende essere coinvolto direttamente nel Paese vicino.

 

(Pietro Vernizzi)

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