ITALIANI RAPITI/ Le richieste dei Maoisti: ecco le condizioni per liberare Bosusco e Colangelo

- La Redazione

I due turisti italiani rapiti in India da un gruppo maoista: l’ultimatum è scaduto ma si tratta ancora. Ecco tutte le tredici richieste per la loro liberazione

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Sulla destra Paolo Bosusco

E’ scaduto ieri sera l’ultimatum del gruppo Maoista che ha rapito in India due turisti italiani. Si tratta di Paolo Bosusco e Claudio Colangelo, catturati mentre si sarebbero trovati in una zona proibita ai turisti intenti a scattare fotografie. Autori del sequestro un gruppo di rivoluzionari appartenenti al partito maoista indiano. Al momento, nonostante la scadenza dell’ultimatum, sembra che i maoisti abbiano comunque intenzione di portare avanti le trattative per la loro liberazione. Inoltre il governo centrale indiano ha ordinato la sospensione di ogni attività militare collegata alla repressione di questi gruppi rivoluzionari.
Secondo il ministro degli esteri italiani, l’offerta pubblica di trattative proposte dallo Stato in cui è avvenuto il rapimento, l’Orissa, fa parte delle tredici richieste degli stessi rapitori. Per cui ci sono buone speranze che la trattativa vada avanti. Ma in cosa consistono tredici richieste? Secondo quanto riporta il sito expressbuzz, sono le stesse che il gruppo, CPI, aveva fatto lo scorso anno nel caso di un altro rapimento. Tra le altre, la liberazione di tre leader del Partito comunista dell’India (Pci, maoista): Gananath Patra, Subhashree Panda (moglie del leader in Orissa, Sabyasachi Panda) e Junus Pradhan. In realtà le richieste sono quattordici, perché ce ne è una nuova più le vecchie tredici. Quella nuova è quella relativa alla liberazione della moglie del leader in Orissa, Subhasree Panda, alias Mili Panda.
Si tratta di richieste molto particolari, entrando nel dettaglio di quanto avanzato dai rapitori, quelle avanzate dai sequestratori dei due italiani, richieste che vanno a toccare molti aspetti particolari della vita del Paese indiano e non solo la liberazione di alcuni esponenti dei gruppi maoisti detenuti. Si tratta infatti di risarcimenti per danni subiti da popolazioni tribali in seguito all’avvio di vari processi industriali.Tra le altre si chiede il cessate il fuoco verso i gruppi maoisti, cosa che il governo indiano ha già fatto di sua iniziativa per favorire il prosieguo delle trattative in corso. Il governo ha fatto già sapere che per molte di esse sono già in corso trattative e possibili situazioni, ad esempio la liberazione dei prigionieri politici. Va detto però che nel precedente caso quando vennero sottoposte le stesse richieste, il governo indiano alla fine non ne rispettò nessuna. Nella pagina seguente, l’elenco completo a seguire delle tredici richieste fatte dai rapitori.

Ecco le tredici richieste nel dettaglio: le forze di sicurezza indiane non dovranno intraprendere azioni di forza se i Maoisit non saranno impegnati in azioni illegali; eliminare gli affitti pagati per le miniere di bauxite nel Mali e nelle colline del Deomali nel Koraput; bloccare il progetto Polavaram di Andhra Pradesh; liberazione di Shiladi e Padma, attualmente in carcere, due leader del Comitato centrale del partito; fornire con lo status di ST le regioni di Konda Reddy e Nukadora attualmente definite con lo status di OBC; riconoscere i diritti delle tribù a cui sono state tolte le terre nel Malkangiti e nel Koraput; riconoscere il giusto risarcimento a due tribù torturate e uccise in carcere; risarcimenti per le irrigazioni nel Tadangi Gangulu e nel Ratanu Sirika e ai villaggi del Malkangiri; liberazione dei maggiori leader maoisti in carcere; liberazione di Tapan Mishra e Gannanath Patra e risarcimenti per le popolazioni evacuate a causa del progetto Balimela; riconoscimenti  per le popolazioni evacuate nell’area del progetto Nalco; liberazione degli attivisti di Chasa Mulia Adivasi Sangh e altri ancora in carcere; liberazione delle tribù attualmente in carcere per motivi definti dal punto di vista penale e legale minori.



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