GRECIA/ Deliolanes (Ert): con la Germania si rischia una nuova guerra

Dopo le dichiarazioni del vicecancelliere Philipp Roesler, Ilsussidiario.net ha intervistato DIMITRI DELIOLANES per chiedergli di commentare gli ultimi sviluppi della situazione greca

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“Da tempo non penso più che sarebbe un dramma l’uscita della Grecia dall’euro”. Ad affermarlo è stato Philipp Roesler, vicecancelliere e ministro dell’Economia tedesco, che ha aggiunto: “Io sono più che scettico sulle chances di Atene”. Gli ha fatto subito eco il settimanale Der Spiegel, secondo cui la Commissione Ue non intende più partecipare a eventuali ulteriori misure di aiuti per venire incontro alla Grecia. Ilsussidiario.net ha intervistato Dimitri Deliolanes, corrispondente da Roma della radio tv pubblica greca ERT, per un commento sugli ultimi sviluppi della vicenda.

Deliolanes, che cosa ne pensa delle dichiarazioni del vicecancelliere tedesco?

La Germania dovrebbe assumersi le sue responsabilità di grande potenza europea e smetterla con questi giochini. L’incapacità politica tedesca di capire la situazione dell’Europa ormai non fa più nemmeno notizia.

Il peggioramento del quadro economico europeo però è un dato di fatto …

Certo, ma se la risposta è quella di cacciare la Grecia dall’euro significa che la politica che si persegue arriva fino alla mattina del giorno dopo. Ed è questo il dramma dell’Europa.

La mancanza di lungimiranza non è una caratteristica solo dei politici tedeschi …

Nel caso della Germania è particolarmente grave, perché si tratta della potenza più importante e più forte in Europa. Dovrebbe assumersi quindi certe responsabilità a livello europeo. Che ci sia un governo mediocre in Grecia o in Spagna è un problema, ma che ciò avvenga a Berlino è una tragedia per tutta l’Europa.

I politici tedeschi dovrebbero allargare i cordoni della borsa?

Dovrebbero capire che la salvezza è possibile solo se avviene per tutta l’Europa, e che il Vecchio Continente non va guardato come un terreno di caccia per l’economia della Germania. Chi governa a Berlino dovrebbe assumersi la responsabilità per tutta l’Europa, e questo non vuole dire pagare per i “poltroni del Sud”, come crede una parte dell’opinione pubblica tedesca.

Che cosa significa invece?

Occorre ragionare nei termini di una grande potenza europea, cioè assumersi la responsabilità politica ed economica dell’intera Unione europea. E’ questo oggi il vero compito della Germania. Berlino ha fatto due guerre mondiali per imporre la sua egemonia nel modo più sbagliato. Non riesce a capire che è arrivato il momento giusto per ottenerla in termini democratici e pacifici, e si comporta come un predatore finanziario.

In che modo la Germania potrebbe affermare la sua leadership in modo pacifico?

Procedendo senza indugi sulla strada dell’unificazione europea. Ciò significa la creazione di strumenti indispensabili come gli eurobond, il rafforzamento dei poteri della Commissione sulla politica economica degli Stati, evitare di minacciare una cacciata dei Paesi più deboli. Ma occorrono anche un argine nei confronti dei raid finanziari degli speculatori e una riduzione del ruolo istituzionale delle agenzie di rating.

 

Secondo Der Spiegel, anche la Commissione Ue non intende più partecipare ad altri pacchetti di aiuto alla Grecia …

Quella della Commissione Ue è una politica stucchevole. Se non ci trovassimo di fronte a un dramma sociale di dimensioni immense come quello che sta attraversando la Grecia, verrebbe quasi da sorridere della pochezza di Bruxelles.

 

Intanto il premier greco si è rimangiato i tagli promessi …

Ci sono misure per 11,6 miliardi di euro previste dal secondo Memorandum. Per qualsiasi rinegoziazione, la Trojka ha posto come condizione l’applicazione di questi tagli. Non si sa però esattamente su che cosa risparmiare, in quanto la situazione è arrivata a un punto in cui c’è poco da tagliare. Probabilmente interverranno sui trattamenti di fine rapporto, riducendoli del 40%, si svenderà tutto il possibile e via di questo passo. Ma il presidente del Consiglio greco, Antonis Samaras, ha capito perfettamente che il Paese è in una situazione di assoluta asfissia.

 

Il ritorno alla dracma per la Grecia sarebbe un’uscita di sicurezza?

L’opinione pubblica greca nella sua stragrande maggioranza è fortemente europeista, senza se e senza ma. Se l’Europa diventa però una succursale del Fondo Monetario Internazionale, se gli interlocutori della Trojka si limitano a essere dei sacerdoti del verbo neoliberale, se la Germania continua a comportarsi in questa maniera, il popolo greco a un certo punto dirà: “Se ci volete morti è meglio tornare alla dracma”. Anche a costo di pagare un prezzo enorme, l’abbandono dell’euro permetterebbe ad Atene di trovare una via d’uscita da sola.

 

(Pietro Vernizzi)

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