FURIA ISLAMICA/ L’imam Usa: ecco chi ha interesse a fomentare le rivolte

- int. Usama Shami

Un modo dei governi di distogliere il popolo dai propri problemi, una manipolazione che nulla ha a che fare con il Corano. USAMA SHAMI, presidente del Centro islamico di Phoenix, Arizona

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“Per anni i governi di molti Paesi islamici hanno istigato l’odio verso l’Europa e gli Stati Uniti per distogliere la popolazione dai problemi dei loro regimi”. A parlare così è Usama Shami, presidente del Centro Islamico di Phoenix in Arizona, intervistato da IlSussidiario.net, all’indomani dei violenti attacchi scatenati da migliaia di fondamentalisti contro le ambasciate dei Paesi occidentali, attacchi che hanno causato anche diversi morti tra cui l’ambasciatore americano in Libia. Motivo della rabbia popolare un film definito blasfemo diffuso su Internet che ridicolizzava la figura del profeta Maometto. “Sono una minoranza” spiega Shami “e la religione islamica non approva né promuove la violenza. Lo stesso profeta Maometto, quando era vivo, venne insultato nei modi peggiori: lui chiedeva sempre di perdonare chi lo insultava”.

Cosa pensa del fatto che, come segno di protesta per il film su Maometto, siano state prese di mira le ambasciate degli Stati Uniti?

Che è una cosa molto triste, un fatto disonorevole per i musulmani. Il governo degli Stati Uniti non è responsabile per il film ed è una vergogna che alcuni musulmani abbiano compiuto atti simili.

Secondo lei, perché tra i musulmani c’è tanto odio verso l’America?

Vi sono molti fattori, tra cui le guerre di Iraq e Afghanistan, ma penso che la ragione principale sia che, quando succede qualcosa, i governi utilizzano le loro debolezze e mancanze per addossare la responsabilità a qualcun altro. Per molti anni, è andato bene criticare gli Usa o l’Europa, ma non i nostri governi, e la religione è sfruttata per eccitare le emozioni del popolo. Queste azioni sono condotte da una minoranza, solo qualche centinaia di persone compiono questi atti, che la maggioranza non approva. I governi di questa regione permettono che questo accada e i media fanno intendere che tutti li approvino, cosa non vera.

Secondo il Corano, qual è il modo giusto per rispondere a un’offesa contro la propria religione? Richiede la violenza?

La nostra religione non promuove mai la violenza. Il Profeta stesso, a suo tempo, fu chiamato in vari modi, bugiardo, pazzo e via dicendo, ma egli ha sempre chiesto indulgenza per questa gente. Non li ha uccisi. Il Corano promuove il dialogo e l’intero Corano è un dialogo tra il popolo e Dio, che gli parla, mostra segni della sua esistenza e della sua creazione. Non condanna. Le violenze che vengono commesse non sono conformi a nessuno di questi insegnamenti, né del Corano, né del Profeta. Ciò che rattrista in tutta questa vicenda è che la maggiore ingiuria, oltre gli insulti del film, sta nella risposta: incendiare ambasciate e uccidere persone. Questo non è islam.

Durante le proteste al Cairo è stata distrutta una Bibbia. Cosa ne pensa?

Questo è inaccettabile. La dottrina dell’islam rispetta la Bibbia al pari del Corano e l’insegnamento di molti studiosi ha paragonato il Corano alla Bibbia, affermando che si deve avere lo stesso rispetto per la Bibbia e la Torah che si ha per il Corano, perché è parola di Dio. Non è accettabile che venga dissacrata la Bibbia e gli studiosi egiziani e di tutto il mondo musulmano dovrebbero parlare ed educare il popolo su questo.

Lei è un musulmano e un americano. Sente queste due identità in conflitto?

No, perché penso che molti valori dell’America e dell’Occidente coincidono con i valori islamici. Libertà, giustizia, etc. sono tutti valori islamici. Infatti, io mi sento molto più a mio agio con un sistema simile che con un sistema che opprime il popolo, perché la giustizia è un principio primario dell’islam. I valori sono universali e sono al cuore dell’insegnamento dell’islam. Il problema è che le cose vengono interpretate e rappresentate male e così si creano conflitti. La maggioranza dei musulmani negli Stati Uniti sono liberi di vivere e di praticare la loro fede e questo è un valore islamico. Il Corano lascia la libertà di culto e la libertà di avere la propria fede.

Alcuni degli incidenti sono avvenuti in Libano, dove è appena iniziata la visita di Papa Benedetto XVI. Vi è la speranza che questa visita possa aiutare la situazione attuale?

Io spero che il Papa possa portare conforto ai cristiani che vivono là. Da musulmano, io non voglio vedere i cristiani abbandonare il Medio Oriente, li voglio vedere vivere lì e voglio veder tornare lì quelli che se ne sono andati. Perché il Medio Oriente senza i cristiani perderebbe molto, la diversità e la sua identità multiculturale. La presenza del Papa può mandare questo messaggio. I cristiani in Medio Oriente talvolta si sentono oppressi perché i loro governi, che opprimono tutti, giocano con loro dicendo che la loro sicurezza dipende da questi governi oppressivi. Qualcosa del genere sta accadendo in Siria, dove i cristiani appoggiano il regime perchè temono di perdere i loro diritti se il regime cadesse. Spero che il Papa parli loro dei valori universali, come la libertà e la giustizia. I cristiani devono esprimere le loro opinioni e non andarsene appena succede qualcosa. Il Medio Oriente ha bisogno che i cristiani rimangano, perché fanno parte della identità del Medio Oriente.

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