SANGUE IN NIGERIA/ Padre Longs: si vuole scatenare la guerra tra cristiani e musulmani

- int. Alexander Longs

Un altro attentato in una chiesa nigeriana. Un kamikaze si è fatto esplodere nella città di Bauchi, nell’area di Wunti, mentre si celebrava una messa. Padre ALEX LONGS spiega cosa c’è dietro

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Un altro attentato in una chiesa nigeriana. Un kamikaze si è fatto esplodere nella città di Bauchi, nell’area di Wunti, mentre si celebrava una messa. Per la Croce rossa, l’obiettivo era la chiesa cattolica di San Giovanni. Il bilancio è di almeno tre morti e di 22 feriti. Lo Stato di Bauchi ha già subito ripetuti attacchi da parte della formazione fondamentalista Boko Haram. La polizia nigeriana ha circondato l’area dell’attentato. Ilsussidiario.net ha intervistato padre Alex Longs, priore dei Padri Bianchi del convento di Jos in Nigeria.

Padre Longs, qual è il clima nel Paese dopo questa ennesima domenica di sangue?

Le persone stanno incominciando a essere molto arrabbiate per questi attentati a ripetizione. Di recente avevamo attraversato un momento di pace, che è stato interrotto da questo attentato.

Qual è la posizione della Chiesa nigeriana di fronte alla situazione nel Paese?

Il nostro impegno è quello di cercare di mantenere la pace, evitando di accusare i musulmani. Non sappiamo chi ci sia veramente dietro gli attentati, tutto ciò che sappiamo è che nel Paese esistono dei fondamentalisti. Alcuni cristiani sono convinti che sia giusto vendicarsi per quanto è avvenuto oggi, ma la nostra religione non ce lo permette. Quindi continuiamo a camminare verso la pace.

La responsabilità degli attentati è dei musulmani in quanto tali?

Alcuni dei musulmani stanno lavorando per la riconciliazione, ma altri non sono pronti perché essa avvenga. Qualcuno afferma che la responsabilità sarebbe dei politici, qualcun altro che ci sarebbero delle influenze straniere, e quindi al momento è molto difficile saperlo. Sappiamo però che l’estremismo di altri Paesi sta giocando un ruolo, perché in Nigeria il fondamentalismo in passato non è mai stato particolarmente forte. Chi attacca i cristiani è stato addestrato all’estero.

C’è il rischio di scontri tra cristiani e musulmani?

Sì. Finora però ciò non è avvenuto, in parte perché le persone stanno divenendo più consapevoli, in parte perché le forze dell’ordine controllano l’area, impedendo qualsiasi ritorsione. La maggior parte dei nigeriani, inclusi alcuni musulmani, sono stanchi di questi attentati, ma c’è un nucleo di irriducibili che continua a prendere di mira i cristiani.

Qual è il vero obiettivo dei terroristi?

I terroristi vogliono provocare i cristiani a vendicarsi sui musulmani, scatenando degli scontri interconfessionali nel Paese. Al momento però i cristiani si rifiutano di lasciarsi provocare, e speriamo che continuino a mantenere i nervi saldi.

 

Quanto è avvenuto ieri ha anche a che fare con il film su Maometto?

 

E’ possibile, anche se è difficile dirlo con certezza. Tutto ciò che sappiamo è che per diverse settimane la situazione era rimasta tranquilla, e che all’improvviso ieri è esplosa di nuovo la violenza.

 

Chi c’è veramente dietro a Boko Haram?

 

Questo è molto difficile saperlo, perché gli attacchi provengono da diverse parti, quindi non sappiamo chi siano i responsabili, qual è la loro identità, da dove provengono.

 

I principali imam hanno preso posizione contro Boko Haram?

 

Sì, alcuni imam hanno dichiarato che dobbiamo sederci tutti insieme attorno a un tavolo e dialogare. Altri, come il Sultano di Sokoto, Sa’ad Abubakar, la massima autorità religiosa dei musulmani in Nigeria, ha dichiarato che è sbagliato che un fedele islamico attacchi delle altre persone. Quando si parla di Islam, è però molto difficile capire quale seguito possa avere una presa di posizione come questa, perché nel mondo musulmano ci sono sempre sette e approcci differenti.

 

(Pietro Vernizzi)

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