LA COREA ATTACCA GLI USA?/ Jean: Kim Jong−un? Un finto pazzo manovrato dalla Cina

- int. Carlo Jean

La Corea del Nord ha dichiarato che le sue forze armate sono in assetto da combattimento per colpire le basi Usa continentali, delle Hawaii e di Guam. Il commento del generale CARLO JEAN

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Kim Jong-un (Infophoto)

La Corea del Nord torna a fare sentire la voce grossa, stavolta annunciando di essere pronta ad attaccare gli Stati Uniti. L’agenzia ufficiale Kcna ha dichiarato che le forze armate di Pyongyang sono in “assetto da combattimento” per colpire “le basi Usa continentali, delle Hawaii e di Guam”. Come spiega il generale Carlo Jean a ilsussidiario.net, “la Corea del Nord ricatta Corea del Sud, Stati Uniti, Cina e Russia, minacciando di creare caos e instabilità, in modo da avere degli aiuti sia in viveri sia in carburante”.

Generale, è davvero una strategia che paga?

Bisogna considerare quali sono i fattori, razionali e irrazionali, che intervengono nella dissuasione. I fattori di tipo irrazionale riguardano il timore degli effetti destabilizzanti che possono provocare l’intervento dell’arma atomica. L’elemento “irrazionale” sta nel farsi credere matti al punto da poter impiegare le armi nucleari, anche con il rischio di essere poi distrutti e di non fare sopravvivere nessun nordcoreano.

Quali sarebbero le eventuali conseguenze?

La reazione di Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud, e forse anche della Russia e della Cina, sarebbe talmente forte che la Corea del Nord scomparirebbe dalla faccia della Terra. Faccio notare che questo utilizzo razionale dell’irrazionalità è stata una delle conseguenze strategiche dell’avvento delle armi nucleari. A ricorrervi nel corso della Guerra fredda è stata la stessa Nato, la quale affermava che il suo sistema di dissuasione era fondato sulla possibilità di distruzione del territorio che voleva difendere, cioè l’Europa Occidentale.

Kim Jong-un è davvero così pazzo come sembra?

In realtà i nordcoreani, anche se appaiono selvaggi, brutali e pazzi, addirittura fuori da ogni razionalità, di fatto seguono una strategia che ai loro occhi è sicuramente razionale. Quest’ultima consente loro di far sopravvivere il regime nonostante le privazioni cui è sottoposta la popolazione.

E’ razionale la scelta di acquistare armamenti di ultima generazione mentre la popolazione muore di fame?

Soddisfacendo le esigenze alimentari della popolazione non si riuscirebbe a conservare il regime. I nordcoreani si trovano di fronte a quasi 50 milioni di sudcoreani, estremamente più ricchi, liberi e sviluppati di loro. Di conseguenza verrebbero verosimilmente fagocitati. Per evitare la caduta del regime, la Corea del Nord segue questa strategia in politica estera che appare completamente folle.

 

Dunque i nordcoreani vogliono apparire folli per spaventare il mondo.

Sì, infatti bisogna notare che Pyongyang non si è mai spinta oltre un determinato limite. Ha compiuto degli atti di aggressione, come l’affondamento della corvetta sud-coreana due anni fa che ha provocato la morte di 46 marinai. Ma, a parte questa e poche altre eccezioni, la Corea del Nord è sempre stata estremamente cauta nel muoversi. Anche perché molto verosimilmente si tratta di una specie di commedia che la Corea del Nord sta recitando di comune accordo con la Cina. Il comportamento così “folle” di Pyongyang rende infatti necessari per Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud i buoni uffici di Pechino.

 

E la Cina quali vantaggi ottiene in questo modo?

La Cina distrae l’opinione pubblica da tutti i problemi territoriali, come i contrasti con il Giappone per il Mar Giallo e con il Vietnam per il Mare Cinese Meridionale. Pechino polarizza tutta l’attenzione sulla Corea del Nord con questo scopo. Per Pyongyang il ruolo della Cina rimane importante, e quest’ultima gioca su tale fatto, e ha quindi un certo coordinamento con alcune decisioni e iniziative, anche le più folli, della Corea del Nord.

 

Il regime nord-coreano è destinato a durare per sempre?

L’Occidente finora ha reagito sempre in modo molto timido, a parte le sanzioni. I missili e gli esperimenti nucleari della Corea del Nord hanno determinato un estremo nervosismo e un’estrema timidezza nella risposta da parte di Stati Uniti e dei loro alleati asiatici. Questa timidezza di risposta dimostra ancora una volta che se la diplomazia non è strettamente collegata con la possibilità di un impiego di forze militari, ben difficilmente può essere risolutiva. D’altra parte un impiego di forze militari sarebbe estremamente pericoloso, in quanto rischierebbe di portare a uno scontro con la Cina: ma Pechino non vuole un’unificazione di Corea del Nord e del Sud, che a qual punto potrebbero chiuderne lo sbocco sul Mar Giallo.

 

(Pietro Vernizzi)

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