EGITTO/ Blasfemia, in carcere dal 2012 due bambini copto-ortodossi di 9 e 10 anni

- La Redazione

Due bambini di 9 e 10 anni si trovano in carcere da circa un anno con l’accusa di blasfemia. Respinto il ricorso dei familiari che ne chiedevano la liberazione

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Immagine di archivio

Sono detenuti in un carcere minorile dall’aprile del 2012: sono due bambini, Nagy Rzik, di 10 anni e Mina Farag di 9,  di religione copto-ortodossa accusati di blasfemia nei confronti del Corano. Proprio in queste ore la corte della città di Bani Suef ha respinto il ricorso dei familiari che ne chiedevano la liberazione. Adesso se giudicati colpevoli rischiano il carcere a vita. Il caso si aprì lo scorso aprile quando l’imam della loro città li fermò con l’accusa di aver urinato sulle pagine del libro sacro degli islamici, il Corano. L’imam aveva chiesto al loro parroco che li punisse ma al rifiuto del sacerdote li ha portati alla sede del tribunale locale insieme ad altri musulmani. Il giudice senza procedere a un processo li ha fatti rinchiudere nel carcere minorile: l’accusa è stata dissacrazione religiosa. Secondo la ricostruzione dei familiari i due bambini sono analfabeti e non erano in grado di sapere il contenuto del libro che sarebbe stato trovato in un cumulo di spazzatura. Sul caso in questione è intervenuto Abdel Hafez, avvocato per i diritti umani: la sharia ha spiegato non può punire i minorenni. Inoltre un processo da parte di una corte civile su pressione di leader religiosi è contro la legge. Il caso aprirebbe un precedente cioè l’introduzione dell’accusa per blasfemia nello stesso modo in cui viene applicata in Pakistan, cioè su accuse senza fondamento e senza distinzione per minorenni e maggiorenni, mentre in Egitto non si è mai in precedenza assistito a casi del genere. Sul caso è intervenuto anche il portavoce della chiesa cattolica egiziana, padre Greiche, il quale parla di allarme: i Fratelli musulmani,ha detto, stanno cercando di prendere il controllo di ogni ambito della società civile egiziana. “La popolazione  non si accorge di nulla. Ma sono decine le persone licenziate e sostituite con altri personaggi dichiaratamente vicini all’establishment estremista” ha aggiunto. 

I casi di intolleranza verso i cristiani in Egitto sono sempre più numerosi come riporta l’agenzia di stampa Asia News. Lo scorso 24 febbraio ad esempio gli islamici hanno impedito i lavori di costruzione di una chiesa in un quartiere del Cairo: si sono presentati sul posto armati e hanno presidiato la zona impedendo i lavori. Tutto questo senza che le forze dell’ordine intervenissero.



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