GRECIA/ Voutsinos (Caritas): vi racconto il dramma di un paese che non fa più figli

- int. Andreas Voutsinos

Per ANDREAS VOUTSINOS, in Grecia il numero dei disoccupati tra i giovani ha raggiunto livelli impensabili e in molti si trasferiscono all’estero per trovare un lavoro

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Immagine di archivio

In Grecia il 62,5% dei giovani con meno di 25 anni sono disoccupati. Una cifra record, ben al di sopra della media europea pari al 24,4%. La Grecia fa peggio di tutti i Paesi dell’Eurozona, con la Spagna al 56,4%, il Portogallo al 42,5%, l’Italia al 40,5%. I tre Paesi con una disoccupazione giovanile più bassa restano invece la Germania, l’Austria e l’Olanda con percentuali comprese tra il 7,5% e il 10,6%. Per Padre Andreas Voutsinos, vicepresidente della Caritas Greca e vicedirettore della Caritas di Atene, “nel nostro Paese il numero dei disoccupati tra i giovani ha raggiunto livelli impensabili e in molti si trasferiscono all’estero per trovare un lavoro, in quanto in Grecia non hanno nessuna possibilità. Tutti cercano, non trovano, si disperano, e l’unica chance che rimane loro è quella di emigrare”.

Almeno tra i lavori manuali ci sono maggiori opportunità?

No. Il settore delle costruzioni edilizie è azzerato e le autofficine sono ferme. Tutti evitano non solo di acquistare nuove macchine, ma anche di ripararle quando si rompono perché non hanno la possibilità di pagare. Numerosi veicoli non sono assicurati. Se in una casa c’è un guasto al sistema dell’illuminazione, la famiglia non chiama l’elettricista ma cerca di ripararlo da sola, e lo stesso vale se c’è bisogno di chiamare l’idraulico. La situazione per i giovani è quindi molto grave, chi è riuscito a laurearsi si trova senza un lavoro esattamente come chi è senza un titolo di studio.

Se i giovani cercano lavoro all’estero, chi rimane sono solo gli anziani?

Sì, e il fatto che la gioventù se ne vada rappresenta la rovina del Paese. Mancano giovani che diano nuova linfa vitale. Ma se i giovani qui in Grecia non trovano nulla che cosa devono fare? Non possono restare senza un’occupazione e un reddito.

I giovani che incontra che cosa le raccontano?

Qualche giorno fa mi trovavo a Bruxelles e ho incontrato un gruppo di ragazzi greci, i quali mi hanno detto che neanche in Belgio avevano trovato lavoro. Tornavano in Grecia, perché con la stagione turistica si può trovare quantomeno un’occupazione a tempo determinato. Ma tra tre o quattro mesi si troveranno di nuovo nella stessa situazione di prima.

Di che cosa vivono invece i giovani greci negli altri nove mesi dell’anno?

A sostenerli in molti casi è ancora la famiglia. Cercano qualsiasi piccolo lavoro che possono trovare. Anche la mia parrocchia conta numerosi giovani disoccupati. Né lo Stato né la Caritas purtroppo riescono a dare loro una risposta.

 

E le giovani coppie?

Anche le giovani famiglie sono in difficoltà. Io conosco coppie con bambini piccoli, con il padre e la madre rimasti senza lavoro. Qualcuno è riuscito a trovare una nova occupazione, mentre altri non hanno trovato nulla. Vengono tutti dalla Caritas a chiederci di trovare loro un lavoro, ma non è facile.

 

Quali sono gli effetti sulla natalità?

Il numero di bambini nati è diminuito drasticamente, causando forti problemi dal punto di vista demografico. Ciascuna famiglia, se ha un bambino, va incontro a gravi difficoltà. La gente non fa figli, e nel mio piccolo lo registro dal numero dei battesimi e dei matrimoni nella mia parrocchia. Non è quindi solo un problema di denatalità, ma del fatto che le famiglie non mettono al mondo bambini perché poi non hanno i soldi per allevarli e dare loro un’educazione.

 

Può darci qualche numero?

Le dico solo che nella mia parrocchia dall’inizio di quest’anno ho celebrato tre matrimoni e 40 battesimi, contro gli 80 battesimi dello stesso periodo dell’anno scorso. In tutto il 2012 ho celebrato 23 matrimoni, altri anni ho avuto più di 120/130 battesimi.

 

(Pietro Vernizzi)

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