SIRIA/ Fisk (Independent): Obama è come Bush e cerca un nuovo Iraq

- int. Robert Fisk

Per ROBERT FISK, nessuna persona ragionevole può pensare che la guerra durerà solo tre giorni. I raid occidentali provocheranno un intervento di Russia e Iran allargando il conflitto

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Barack Obama (S) e George W. Bush (Infophoto)

“Il problema di quanto sta avvenendo in Siria è che nessuno dei leader occidentali è vecchio abbastanza per essersi trovato in mezzo a una guerra. Obama e Cameron sognano e si illudono di trovarsi a Hollywood, ma non capiscono che cosa scateneranno con il loro intervento”. E’ l’avvertimento di Robert Fisk, corrispondente dell’Independent dal Medio Oriente, uno dei più importanti giornalisti al mondo che seguono quella calda regione. Per Fisk, “nessuna persona ragionevole può pensare che la guerra durerà solo tre giorni. I raid occidentali provocheranno un intervento di Russia, Iran e Hezbollah, e quando Europa e Stati Uniti vorranno uscire dal conflitto sarà troppo tardi per farlo”. Ieri il Regno Unito ha presentato una bozza di risoluzione in cui si chiede alle Nazioni Unite di “autorizzare le necessarie misure per proteggere i civili”in Siria. Tutti gli alleati degli Usa suonano i tamburi di guerra, ma per Robert Fisk sarà tutt’altro che una passeggiata.

Per quale motivo ritiene che un intervento occidentale in Siria sia un errore?

Chiunque intenda schierarsi con una delle due parti che si stanno affrontando in Siria è un pazzo, e questo a prescindere dal fatto che decida di appoggiare il governo o l’opposizione. Non riesco a comprendere perché l’Occidente voglia lasciarsi coinvolgere in un conflitto come questo. Ovviamente l’intenzione ufficiale è quella di fermare i numerosi crimini perpetrati nel Paese, ma non riesco a comprendere per quale motivo l’Occidente non intervenga in tutte le altre parti del mondo dove sono commessi altri crimini di guerra. I nostri governanti non vogliono lasciarsi coinvolgere altrove ma soltanto in Siria. Non posso fare a meno di domandarmi perché.

Che cosa c’è veramente dietro l’intervento occidentale in Siria, delle motivazioni ideali o soltanto degli interessi?

Il vero problema è che nessuno dei leader occidentali è vecchio abbastanza per essersi trovato in mezzo a una guerra. Sono quindi convinti che la guerra sia un’opzione politica tra le altre. Non vedono il conflitto armato per quello che veramente è, e cioè come un fallimento della stessa politica.

Davvero Obama e Cameron sono così sprovveduti?

I leader di Stati Uniti e Regno Unito si permettono di giocare con la vita delle persone perché sognano e si illudono di trovarsi in un film di Hollywood. Quanto sta avvenendo in Siria non è però Hollywood, bensì una tragedia umana terribile. Per risolverla abbiamo bisogno di colloqui di pace, non di fucili.

 

Che cosa accadrà se l’Occidente attaccherà davvero Assad?

Ciò che accadrà è piuttosto semplice. La guerra non si concluderà in due o tre giorni, come sperano Mister Obama e Mister Cameron. Saranno coinvolte anche la Russia, l’Iran e Hezbollah, e diventerà quindi un conflitto dalle proporzioni molto più vaste. E nel preciso istante in cui l’Occidente vorrà uscirne, si renderà conto che l’idea che bastassero tre giorni per fare cadere Assad era soltanto un’illusione.

 

L’Occidente può permettersi che Assad vinca questa guerra?

Ma Assad sta già vincendo questa guerra. Francamente non so se da un punto di vista morale sia giusto lasciare che il regime siriano prevalga sugli insorti, eppure in tutto quanto sta avvenendo c’è qualcosa che non mi torna.

 

Che cosa?

Europa e Stati Uniti stanno sostenendo un colpo di Stato militare in Egitto, ma non riescono a tollerare il regime siriano che, dal mio punto di vista, è una dittatura militare esattamente come quella del Cairo. Non capisco quindi perché l’Occidente non faccia qualcosa per la libertà in Egitto, ma si preoccupa soltanto di quanto avviene in Siria.

 

La linea di confine è che Assad ha utilizzato le armi chimiche per sterminare i civili. Non le sembra che ciò faccia la differenza?

In questo momento non sappiamo quali siano realmente le prove su un utilizzo delle armi chimiche da parte di Assad. Abbiamo bisogno di attendere il rapporto che emergerà dalle indagini realizzate dagli ispettori delle Nazioni Unite in Siria.

 

In un suo articolo sull’Independent, ha messo a confronto gli errori occidentali in Siria e in Iraq. Quali sono i punti di contatto tra questi due conflitti?

La Siria è esattamente come l’Iraq. In Iraq nel mese scorso sono morte 3mila persone, eppure per Obama e Cameron esiste solo la Siria, mentre del Paese confinante non importa nulla a nessuno. E il motivo è molto semplice: a noi occidentali piace pensare di avere vinto la guerra in Iraq. Eppure le aspirazioni che hanno portato ad abbattere Saddam Hussein si sono rivelate soltanto illusioni e fantasie.

 

(Pietro Vernizzi)

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