RACCONTI MESSICANI/ La biglia del piccolo José, che versò il sangue per il Re della Storia

- La Redazione

A soli sette anni, il piccolo José Natividad Herrera y Delgado, racconta PADRE PANCHO, per testimoniare la sua fede in Cristo fu brutalmente ucciso da un soldato vigliacco

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(InfoPhoto)

Un vecchio sacerdote di San Juan de Los Lagos, nel Messico centrale, conserva, come fosse una reliquia, una comune biglia di vetro, proprio come quelle che usavamo da bambini per giocare. Se uno di voi lo incontrasse un giorno e gli chiedesse il perché di tale devozione, vi racconterebbe questa storia vera.

“Nei primi giorni del conflitto che insanguinò il nostro Paese, durante la “Cristiada” qui, nella città di San Juan de Los Lagos, si organizzò una manifestazione di protesta pacifica, ma al tempo stesso appassionata, contro le azioni repressive e violente del governo del Presidente della Repubblica Calles, ai danni della popolazione. La partecipazione della gente, possiamo dirlo, fu unanime. Uomini e donne con grandi cartelli sfilarono per le nostre strade e tutti portavano, o sul petto o sul cappello, strisce di carta con lo slogan dei cattolici messicani: Viva Cristo Rey! Anche un bambino di circa sette anni, con i suoi genitori, aveva sfilato coraggiosamente: si chiamava José Natividad Herrera y Delgado. Anche lui portava la sua striscia di carta sul piccolo sombrero di paglia con la scritta inneggiante al vero Re del mondo. Terminata la manifestazione tornò ai suoi giochi, con gli altri amichetti, nella strada davanti a casa. Qualche ora dopo, alcuni soldati di Calles, che non si erano arrischiati a opporsi alla manifestazione, passò casualmente per la strada dove giocava José. C’era lì nei pressi anche suo padre. Erano inviperiti per la beffa della gente. La loro attenzione fu subito attratta dalla striscia con la scritta in onore di Cristo che il bambino portava sul suo copricapo. Allora, facendo mostra di un coraggio che non avevano avuto davanti alla folla, con voce stentorea gli dissero:

“Togliti quella scritta, ragazzo.”

“Mai! Viva Cristo Rey!” fu la pronta risposta.

“Se non te la togli ti ammazziamo”, lo minacciò l’ufficiale del gruppo.

Il padre del fanciullo si avvicinò rapidamente e chiese che cosa stava succedendo. Saputolo, disse al ragazzo: “Figliolo, toglitela perché lo comanda l’autorità”. Il fanciullo, allora, ergendosi nella sua piccola statura, meravigliato perché non aveva mai conosciuto suo papà così docile di fronte ai prepotenti, gli rispose: “Come, papà, che me la tolga? Non ti ricordi che la mamma, proprio davanti a te, mi ha detto che non me la lasciassi togliere da nessuno?” E, rivolto ai soldati: “No. Proprio non me la tolgo”. E il valoroso soldato subito fece fuoco sul bambino inerme di sette anni uccidendolo sul colpo davanti agli occhi del padre. Questi lo sollevò piangendo per portarselo a casa. Dal petto del bambino scorreva il sangue versato per Cristo e, nella sua mano, stretta teneva ancora questa biglia di vetro, che lei vede qui e che è reliquia di José, piccolo, ma grande, testimone, in greco martyr, del vero Re della Storia”.

 

 

 (Padre Pancho)

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