COREA DEL NORD/ Jean: gli Usa non sottovalutino la follia di Kim Jong Un

- int. Carlo Jean

Per CARLO JEAN, il punto debole strategico degli Usa è il fatto che tutte le città più importanti si trovano sul mare, e una nave civile con a bordo una bomba atomica potrebbe colpirle

kimjongun_generaliR439
Kim Jong Un

“Il vero punto debole degli Stati Uniti dal punto di vista strategico è il fatto che tutte le città più importanti si trovano sul mare, e una nave civile con a bordo una bomba atomica potrebbe fare danni particolarmente gravi. Anche se ovviamente qualora la Corea del Nord attaccasse l’America, scomparirebbe dalla faccia della terra nell’arco di tre ore”. Lo afferma il generale Carlo Jean, esperto di strategia militare, dopo che il leader della Corea del Nord, Kim Jong Un, nel suo discorso di Capodanno ha dichiarato che “se scoppia di nuovo una guerra nella penisola, questa causerà un disastro nucleare massivo e gli Stati Uniti non ne usciranno indenni”.

Generale Jean, la ritiene una minaccia credibile?

E’ un fatto certo che la Corea del Nord abbia sviluppato un’arma nucleare. Non si può inoltre escludere che quest’arma nucleare, al limite, possa essere anche portata in maniera clandestina negli Stati Uniti. Ed è altrettanto evidente che Kim Jong Un si lasci andare a minacce abbastanza sopra le righe. A ciò si aggiunge una situazione interna della Corea del Nord che non è affatto tranquilla, come dimostra la fucilazione dello zio del presidente, Jang Song Thaek. Kim Jong Un deve avere subito delle pressioni e ora fa la voce grossa sia per consolidarsi all’interno sia per ottenere qualcosa dall’esterno.

Che cosa mira a ottenere Kim Jong Un?

Mira a ottenere viveri, carburante e soldi, in quanto il suo Paese è proprio alla fame.

Che cosa c’è all’origine di questa scelta di alzare i toni?

C’è essenzialmente il fatto che Kim Jong Un vuole consolidare il suo potere, e il gruppo dirigente che fa capo a lui lotta per avere posizioni di rilievo e il controllo della situazione.

In che modo potrebbe avvenire un eventuale attacco atomico della Corea del Nord ai danni degli Stati Uniti?

Il modo più semplice sarebbe quello di utilizzare una nave turistica o passeggeri o una barca da diporto. L’utilizzo dei missili atomici richiede delle tecnologie molto avanzate, mentre utilizzare dei vettori non militarizzati risulta molto più facile. Caricando la bomba atomica su una nave civile la si potrebbe fare entrare in un porto americano, e non dimentichiamoci che le grandi città come Los Angeles, San Francisco e New York gravitano attorno ai porti.

Non sarebbe quindi uno scenario così inverosimile?

Sicuramente Kim Jong Un deve tenere in considerazione in fatto che se compie un gesto di questo tipo, nell’arco di tre ore la Corea del Nord scomparirebbe dalla faccia della terra. Se attaccati, gli Stati Uniti reagiscono sempre brutalmente, ciò fa parte del resto del carattere americano.

 

Ci sono anche dei sommovimenti interni alla Corea del Nord per minare dall’interno il potere di Kim Jong Un?

E’ possibile che le forze armate, o dei gruppi al loro interno, siano in lotta per il potere. A questi si potrebbero aggiungere gli ex seguaci dello zio fucilato, Jang Song Thaek.

 

La Corea del Nord finirà per collassare su se stessa come l’ex Unione Sovietica?

La Russia dei tempi di Gorbaciov era uno Stato molto ricco di correnti politiche in competizione tra di loro. In Corea del Nord invece il potere è molto più centralizzato, ma quando c’è una rigidità ciò comporta anche una maggiore vulnerabilità: appena si apre una falla nella diga tutto finisce per crollare.

 

(Pietro Vernizzi)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori