SCENARIO/ Pelanda: Putin-Renzi-Merkel, l’Ucraina e il gas c’entrano poco

Per CARLO PELANDA, il vertice è stato l’occasione di un importante chiarimento con il presidente Putin che porterà benefici significativi alle relazioni bilaterali tra i due Paesi

18.10.2014 - int. Carlo Pelanda
putin-asem_milano
Putin a Milano (Infophoto)

“Renzi e Putin incontrandosi a Milano si sono chiariti per quanto riguarda i rapporti bilaterali tra Italia e Russia, e ciò nell’attuale fase dell’economia non può che rappresentare una notizia positiva”. E’ l’analisi di Carlo Pelanda, professore di Politica ed Economia internazionale nell’Università della Georgia (Usa). L’occasione per il chiarimento è stato il vertice Asem di giovedì e venerdì. All’incontro hanno preso parte i 28 Paesi membri dell’Unione Europea, la Commissione Ue, Cina, Giappone, India, Russia, Pakistan e altri importanti Stati di Europa e Asia. Sotto i riflettori del vertice la crisi russo-ucraina, anche se in realtà è stata soprattutto l’economia a farla da padrona.

Qual è il vero valore di questo vertice Asem?

In occasioni come il vertice Asem le decisioni importanti sono prese durante i vertici bilaterali o trilaterali. Giovedì e venerdì c’è stato un chiarimento nel trilaterale tra Russia, Germania e Italia, e sono stati fatti passi avanti migliorativi delle relazioni tra l’Italia e la Malesia.

Parlando dell’Ucraina, Putin ha detto che l’esito dei colloqui è stato “buono”, mentre la Merkel ha ritenuto “di non aver potuto purtroppo identificare alcuna apertura” da parte della Russia. Chi dei due ha ragione?

Le relazioni tra Poroshenko e Putin si stanno sviluppando attraverso dei mediatori che stanno effettivamente portando a un riavvicinamento tra le due posizioni. Anche se il chiarimento di cui parlavo riguarda soprattutto le spiegazioni che si sono date Putin, la Merkel e Renzi. I tre leader si sono chiariti sul dove fermarsi e da dove ricominciare.

Che cosa riguarda nello specifico questo chiarimento?

C’era una questione da definire, e cioè dove ci si ferma nella frizione nata per la crisi ucraina, perché poi da lì si ricomincia a costruire una relazione positiva. Per quanto riguarda le operazioni di peacekeeping da parte dell’Occidente, le sanzioni e le truppe che sparano per strada, si è stabilito che non si supererà una determinata soglia. Sono cose che non si possono dire al telefono, e un vertice come l’Asem serve proprio a mettere in atto un bilaterale per cui i leader mondiali si parlano di questioni molto importanti guardandosi negli occhi e a microfoni spenti. Un politico capisce quale è il limite a cui l’altro arriva e dove si deve fermare. Putin, la Merkel e Renzi si sono messi d’accordo, e questa è una buona notizia.

Secondo lei che cosa cambierà in Ucraina dopo il vertice Asem?

Ai leader internazionali non importa nulla dell’Ucraina. Kiev dovrà rinunciare a un pezzo di Stato, ma guadagnerà un’associazione con l’Ue, anche se di fatto l’Ucraina resterà uno Stato cuscinetto.

Qual è quindi la vera questione sul tappeto?

Il problema è quello di migliorare le relazioni tra Russia, Italia e Germania, per evitare che tutti e tre i Paesi finiscano per soffrirne. Da questo momento in poi dovrebbero esserci dei miglioramenti.

 

Quanto conta la questione energetica in questo frangente?

Meno di quanto scrivano i commentatori, perché comunque la Russia non ha alcuna intenzione di fare scherzi sull’energia in quanto sarebbe un atto troppo grave. Anche nei momenti più caldi di frizione non c’è mai stato un vero ricatto russo sull’energia, e non c’è mai stata una preoccupazione eccessiva da parte di Germania e Italia sul fatto che Putin potesse arrivare a questo.

 

Putin sta flirtando con la Cina?

Ritengo che la questione sia più complessa. Quella tra Russia e Cina è una relazione problematica; al momento quindi Putin non può rafforzare la partnership con Pechino, ma se fosse in grado lo farebbe volentieri.

 

Si è parlato di uno “shopping” dei cinesi in Italia. A che cosa mirano?

Il bilaterale Cina-Italia è indipendente dal vertice euroasiatico. Italia e Cina hanno buone relazioni, noi abbiamo bisogno di soldi e Pechino ce ne dà una parte. C’è però un limite, che è rappresentato dal fatto che non si può arrivare al punto di far irritare l’America. I cinesi avranno quindi uno spazio per acquistare in Italia, ma questo spazio è abbastanza limitato.

 

(Pietro Vernizzi)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori