CAOS SIRIA/ Quirico: a Obama sconfiggere l’Isis non interessa

- int. Domenico Quirico

La Nato alza la voce dicendosi pronta a intervenire a fianco della Turchia se i russi continuano il loro interventismo in Medio Oriente. L’opinione di DOMENICO QUIRICO (La Stampa)

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Barack Obama (Infophoto)

Truppe inglesi dislocate nei paesi baltici, il segretario della Nato che annuncia che l’alleanza è pronta a difendere in qualunque momento la Turchia, Erdogan che minaccia di non comprare più gas russo, Mosca che annuncia truppe per fronteggiare la presenza inglese. Il muro della guerra fredda torna a crescere dopo un periodo in cui sembrava che occidente e Russia avessero riposto l’arma delle minacce reciproche, addirittura si credeva alla possibilità di una coalizione comune anti Isis. Invece è peggio di prima. “E’ solo propaganda” dice Domenico Quirico a ilsussidiario.net, “il segno di una politica estera occidentale e soprattutto americana che ha mostrato di essere fallimentare”. Per Quirico, Obama non sa di cosa parla a proposito della Siria, “convinto che ci siano gruppi islamisti meno islamisti degli altri, mentre gli obiettivi e i contenuti di queste milizie sono identici a quelli dell’Isis”.

C’è in atto una offensiva mediatica e non solo da parte della Nato che ci riporta al clima da guerra fredda della crisi ucraina. Cosa c’è dietro tutto questo, secondo lei?

E’ propaganda. Solo un ingenuo può credere che si arrivi a un confronto diretto fra la Nato e Mosca. Piuttosto ci si deve interrogare su una politica estera americana che mostra ogni giorno di più di essere fuori della realtà. Perché gli americani pensino che si possa combattere l’Isis senza sostenere Assad è qualcosa che io, ma credo anche altri, non riusciamo a capire.

Cosa intende esattamente?

Tra Assad e l’Isis non c’è assolutamente nulla, c’è un terreno completamente vuoto. Che ci siano gruppi ribelli per così dire laici esiste solo nella mente degli americani che si sono inventati i contras siriani.

Adesso però c’è la Russia, forse è questo che innervosisce la Nato che ha detto chiaramente che a Putin non interessa sconfiggere l’Isis ma solo aiutare Assad.

Putin fa quello che ha sempre fatto la Russia, aiuta cioè il suo alleato Assad. Il resto sono chiacchiere. Certamente Putin bombarda anche gli altri gruppi islamisti, ma chiariamo che in questi non c’è alcuna differenza né nei progetti né nei modi di realizzarli rispetto all’Isis. Il resto sono farneticazioni occidentali che pensano esista un islamismo meno islamista di altri.

Intanto Londra manda truppe nei paesi baltici…

Ma le mandino in Iraq dove c’è bisogno, cosa li mandano a fare in paesi tranquilli e pacifici!

Fa parte di questo braccio di ferro tra occidente e Mosca…

Ma certo, lo scopo di questa operazione è contrastare questo mito dell’espansionismo russo che trova il tempo che trova. Cameron si dovrebbe preoccupare di combattere l’islam, poi ognuno si faccia i nemici che vuole.

Sembrava si fosse arrivati a una possibile coalizione occidentale e russa per combattere in Siria, invece ne siamo più lontani che mai.

Gli Usa non hanno nessuna voglia di intervenire. La Nato avrebbe piuttosto dovuto fare la voce grossa quando Mosca si annetteva pezzi interi di Ucraina, non perché bombarda qualche islamista che sta simpatico agli americani. Mi sembra il segno evidente e finale della politica estera fallimentare del signor Obama.

 

La Turchia è forse l’elemento destabilizzante di questo quadro, le sue mire egemoniche sul Medio oriente sono apparse evidenti subito. La speranza di Ankara è sempre stata far cadere Assad per controllare poi la Siria.

Il califfato della Turchia, chiamiamolo così vista la politica che fa da sempre Erdogan, sta applicando questa politica doppiogiochista fin dall’inizio della vicenda, fanno i loro interessi.

 

E la Nato gli va dietro…

Non so se la Nato va dietro a Erdogan, ma sicuramente avrebbero potuto fargli qualche domanda sul perché lasciava la porta aperta al califfato islamico, l’unica possibilità che l’Isis ha per ricevere volontari e aiuti economici. Una buona domanda che la Nato doveva fargli ad esempio era perché Erdogan vende il petrolio siriano allo stato islamico. I cieli della Siria ormai sono come l’autostrada del Sole, c’è di tutto, le bombe cadono da tutte le parti, non si sa chi sono questi bersagli e con che principio sono scelti.

 

In che senso?

E’ un anno che gli americani bombardano, qualcuno al Congresso dovrebbe chiedere cosa hanno ottenuto. Tirano le bombe contro qualcuno o contro i mucchi di sabbia? Se fossi un cittadino americano vorrei sapere dove buttano i soldi e il risultato qual è. 

 

Nelle ultime ore Damasco ha annunciato una forte offensiva, pensa parteciperanno anche truppe russe?

Il problema di Assad è la fanteria, non ha un numero sufficiente di truppe di terra. Certo che se russi, iraniani ed hezbollah gli danno una mano allora si tratterebbe di un esercito potente in grado di imprimere una svolta soprattutto nella parte della Siria che interessa di più ad Assad.

 

Quale? 

La zona alawita, la frontiera con il Libano che tiene in piedi Damasco e che Assad cerca disperatamente di difendere.

 

In questo quadro, quale il ruolo dell’Italia?

L’Italia dai tempi delle guerre di secessione austriache e spagnole entra in campo quando le guerre stanno per finire. Che cosa significa militarmente l’intervento di quattro aerei Tornado? Nulla. Evidentemente ci sono intese con gli Usa che noi non conosciamo. Io sono hegeliano, cerco una ragione in tutte le cose: ci sarà una ragione anche in questo impegno militare italiano che conoscono solo loro, chi comanda.

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