ISIS/ Perché nessuno parla del bimbo italiano nelle mani dei jihadisti?

Documentato ufficialmente per la prima volta l’uso di armi chimiche da parte dei miliziani dell’Isis. Come spiega FAUSTO BILOSLAVO, non è certo la prima volta che lo fanno

13.03.2015 - int. Fausto Biloslavo
isis_jihadijohn2R439
Un militante dell'Isis

L’uso di armi chimiche da parte dei miliziani dell’Isis è stato documentato per la prima volta in filmati ufficiali, ma la notizia non stupisce più di tanto Fausto Biloslavo: “L’Isis userebbe anche le armi atomiche se le avesse” ha detto l’inviato di guerra a ilsussidiario.net. Bombe al cloro di fabbricazione artigianale o trovate nei vecchi arsenali di Saddam Hussein si sapeva che erano già state usate: “Ci sono filmati che documentano la loro fabbricazione in Siria”. La guerra contro lo stato islamico è comunque arrivata a un atteso punto di svolta: “L’offensiva dell’esercito iracheno era attesa da mesi, finalmente è in atto, mentre la liberazione di Kobane dimostra che l’Isis non è più invincibile. Ma da qui a dire che siamo alla fine della guerra è ancora presto”.

Da dove arrivano queste bombe al cloro usate dall’Isis? Forse dai vecchi arsenali di Saddam Hussein?

Potrebbero essere recuperate da vecchi depositi ma anche fatte artigianalmente, non ci vuole molto a farle. Non sono armi batteriologiche, sono armi chimiche rudimentali. Teniamo conto che non è la prima volta che vengono usate, già era stato denunciato dopo l’avanzata dello scorso anno l’utilizzo di granate che sprigionavano fumo colorato e facevano venire conati di vomito, palpitazione, anche la morte per asfissia a chi si trovava nelle prime linee. Erano state usate soprattutto nelle zone sunnite contro i sunniti che non volevano sottomettersi al califfato. Adesso a riprova di tutto questo abbiamo anche i filmati della Bbc.

Armi chimiche come armi della disperazione, visti i rovesci di fronte delle milizie islamiste?

No, non le definirei tali. In passato erano state semplicemente testate, adesso si fa sul serio. Bisogna tenere conto che si possono usare solo in condizioni atmosferiche a favore, non si possono cioè lanciare quando il vento spira verso chi le lancia. Questa è gente che userebbe qualunque cosa, anche le armi atomiche se le avesse.

Non è corretto neanche dire che sono armi fornite dagli americani quando contro Assad combattevano i “ribelli”?

No questo proprio no. O le prendono da vecchi depositi o se le fanno artigianalmente da soli. Ci sono filmati che mostrano gli uomini di Isis in Siria che le costruiscono anche con sostanze peggiori del cloro. 

I curdi hanno ripreso Kobane, ieri gli iracheni sono entrati a Tikrit. E’ presto per parlare di una “tenaglia” destinata a soffocare lo stato islamico? 

Quella è la speranza. Ero a Tikrit alcuni mesi fa, dove si sta combattendo in questi giorni, e già allora il comandante della quinta armata irachena diceva che nel giro di due settimane avrebbero attaccato. Sono passati quattro mesi e adesso finalmente hanno iniziato. Era ed è il primo passo verso Mosul, che è ancora distante un centinaio di chilometri, sarà ancora lunga e dura, ma per arrivare a Mosul bisogna prendere per forza Tikrit. Kobane l’hanno presa grazie al martellamento aereo, a Tikrit una prima offensiva era fallita, adesso invece si sta vincendo, quindi l’Isis non è più invincibile, sta subendo sconfitte ma non è certo finita.

Il caso del bambino assassino francese dimostra che la propaganda dell’Isis è ancora a pieno regime, nonostante queste sconfitte militari. Perché?

La propaganda è una delle loro armi migliori, ormai la guerra si combatte anche e soprattutto con disinformazione e propaganda e i miliziano dell’Isis la usano in modo magistrale, dal loro punto di vista. Sono talmente spregiudicati da usare perfino i bambini, ma questo fa presa sul loro serbatoio di jihadisti e fa paura a noi. Ottengono così un doppio risultato. Su questo sono ancora imbattibili, sono più efficaci di qualsiasi propaganda o comunicazione occidentale che non riesce a stare al passo con loro. Sono stati capaci di inventarsi la bandiera nera su San Pietro e ne parla tutto il mondo.

 

Le risulta che ci sia un apporto di combattenti, forse anche armi e fondi, dalla Cecenia e dal Caucaso?

Dalla Cecenia non mi risulta. So che c’è una brigata caucasica composta da caucasici e non solo, si tratta di truppe d’assalto, gente molto decisa e combattiva, che viene continuamente rinnovata. Un loro comandante ad esempio è morto e subito è stato sostituito con un altro. Il trait d’union con il Caucaso esiste da tempo e continua ad andare avanti. 

 

Ci sono anche occidentali che vanno a combattere contro gli islamisti…

Sì; al proposito c’è il caso di un ex agente svizzero cristiano che è andato a combattere insieme ai curdi. Al suo ritorno, qualche giorno fa, è stato arrestato dalle autorità svizzere. Un caso alquanto inquietante, visto che non si ferma chi va a combattere con i terroristi ma si arrestano quelli che li combattono…

 

A proposito, è giunta notizia da parte turca che le tre ragazzine inglesi fuggite in Siria siano state aiutate a passare il confine grazie all’aiuto di agenti di uno dei paesi della coalizione anti-Isis. Come valuta questa notizia? Ambiguità turche o debolezze occidentali? 

Mah, i turchi ne combinano di tutti i colori. Ricordiamoci il bambino kosovaro portato in Siria grazie ai turchi, poi recuperato e riportato a casa sempre dai turchi quando le autorità kosovare hanno protestato. Ci sono tantissimi bambini e minori che ovviamente arrivano in Siria accompagnati da qualche adulto, non ci possono arrivare da soli, e qualcuno li aiuta a passare il confine dalla Turchia. C’è anche un bambino italiano di adozione, di Longarone, figlio di una cubana che aveva sposato un bosniaco. Quest’uomo è fuggito in Siria con il bambino, poi è morto in combattimento e il bambino è rimasto lì.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori