CAOS MIGRANTI/ Mussie Zerai: il muro dell’Ungheria è la tomba dell’Europa

- int. Mussie Zerai

Per MUSSIE ZERAI, una civiltà si misura anche per la sua capacità di solidarietà, accoglienza, garanzia dei diritti delle persone e l’Europa non può certo dire di dare il buon esempio

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Immagini di repertorio (Infophoto)

“Vi invito tutti a chiedere perdono per le persone e le istituzioni che chiudono la porta a questa gente che cerca vita, una famiglia, che cerca di essere custodita”. Lo ha detto Papa Francesco nel suo appello per la Giornata dei rifugiati. Bergoglio ha quindi auspicato che “la comunità internazionale agisca in maniera concorde ed efficace per prevenire le cause delle migrazioni forzate”. Per don Mussie Zerai, fondatore e presidente dell’agenzia Habeshia, “l’assenza di una reale solidarietà europea si traduce in una perdita di civiltà”.

Salvini ha risposto all’appello del Papa: “Quanti rifugiati ci sono in Vaticano?”. Lei che cosa ne pensa di questa domanda?

Quella di Salvini è una domanda pretestuosa per scaricare la sua responsabilità. Il Vaticano ha un territorio piccolissimo, che non potrebbe garantire accoglienza ai migranti. Eppure la Chiesa con le sue mense e strutture in giro per l’Italia sta accogliendo e assistendo gli extracomunitari, cosa che invece Salvini e il suo partito non fanno.

Che cosa ne pensa dei Paesi come la Francia che hanno bloccato l’ingresso degli immigrati?

Quello francese è un atteggiamento a dir poco egoista. Austria e Germania invece hanno usato la scusa del G7 per chiudere le frontiere, ma Berlino le ha già riaperte. La Svizzera d’altra parte dall’inizio dell’anno ha già rimandato indietro 1.700 persone. L’assenza della reale solidarietà europea si dimostra in questo. Tutto questo caos nasce dal trattato di Dublino che blocca i migranti in un Paese come l’Italia dove loro non vorrebbero rimanere.

L’Europa critica l’Italia per il fatto di accogliere anche i migranti economici, e non solo i rifugiati politici. E’ una critica fondata?

Queste persone sono arrivate via mare, l’Italia cosa dovrebbe fare, selezionarli in mezzo al Mediterraneo? E quelli che non sono ritenuti rifugiati politici li lasciamo annegare tutti? Il fatto è che le navi impegnate nell’operazione Triton, anche se sono inglesi, francesi o tedesche, portano tutti i migranti salvati in mare fino in Italia.

Ma quindi secondo lei la soluzione è accogliere tutti quelli che vogliono venire?

Quelli che riescono ad arrivare sono la minima parte, mentre altri Paesi poverissimi come Libano, Giordania e Turchia stanno accogliendo milioni di rifugiati siriani. La stessa Etiopia ospita più di 600mila rifugiati tra eritrei, sudanesi e somali. L’anno scorso invece in Europa sono arrivati 170mila immigrati. E’ una cifra molto piccola se paragonata alla ricchezza e alla capacità di accoglienza del Vecchio Continente.

 

Come valuta la decisione dell’Ungheria di costruire un muro anti-migranti?

E’ un vero paradosso. Abbiamo abbattuto un muro di separazione come quello presente tra le due Germanie, e adesso costruiamo altri muri. Spendiamo milioni per queste barriere protettive, ma non siamo disposti a spendere altrettanto per dare un futuro alla vita degli esseri umani. Ciò rappresenta la perdita della civiltà, tanto è vero che l’Europa sta mostrando il suo volto più incivile. Una civiltà si misura anche per la sua capacità di solidarietà, accoglienza, garanzia dei diritti delle persone.

 

Come valuta il modo in cui il governo Renzi sta gestendo l’emergenza immigrazione?

Renzi ha sottovalutato il problema. Sperava di ottenere in tempi brevi la cooperazione degli altri Paesi europei, mentre nella realtà l’Ue non riesce a decidere. Tra l’Italia che non è mai stata attrezzata e l’Europa che non riesce a rispondere in tempi rapidi, abbiamo sotto gli occhi il risultato finale.

 

(Pietro Vernizzi)

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