SIRIA/ Eid: l’Isis costringe Obama e Putin (e Assad) a un compromesso

- int. Camille Eid

Un accordo Usa-Russia sulla Siria, che preveda non solo una soluzione militare ma anche una precisa via d’uscita politica, è rinviabile ma non evitabile. Lo evidenzia CAMILLE EID

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Bashar al Assad (Infophoto)

“Un accordo Usa-Russia sulla Siria, che preveda non solo una soluzione militare ma anche una precisa via d’uscita politica, è rinviabile ma non evitabile”. Lo evidenzia Camille Eid, opinionista libanese e giornalista di Avvenire. Il 28 settembre Vladimir Putin, presidente russo, parlerà all’Onu, e in quell’occasione potrebbe esserci un incontro con Obama. L’obiettivo è aprire un negoziato Usa-Russia per trovare una soluzione al conflitto che sta durando da quattro anni. 

Quali prospettive può aprire in Siria una trattativa Usa-Russia?

In primo luogo bisognerà vedere quando avrà luogo questa trattativa, anche se da questo punto di vista ci sono state dichiarazioni favorevoli da parte di John Kerry. Il Karnegie Institute inoltre ha interpellato una dozzina di specialisti per chiedere loro se rispondono positivamente a questa iniziativa, e la maggioranza è risultata favorevole. Ciò se non altro per evitare “incidenti” in Siria.

A quale tipo di incidenti si riferivano?

Per esempio occorre evitare che il sorvolo di caccia sulla Siria per bombardare l’Isis vada a scontrarsi contro aerei di un’altra coalizione. Andando oltre l’aspetto militare, Kerry ha aperto inoltre a una soluzione politica dicendo che è il momento di sedersi con i russi e gli iraniani per preparare un piano che preveda che Assad si faccia da parte.

Con quali tempi?

Sembra che la rimozione di Assad non sia e non debba essere immediata. Bisogna vedere lo sviluppo di queste dichiarazioni.

Il 28 settembre Putin sarà a New York per il vertice Onu. Davvero secondo lei Obama è disponibile a incontrarlo?

Dalle immagini dell’ultimo incontro Obama-Putin, si leggeva chiaramente la tensione nei loro occhi e nei loro gesti. E’ naturale però che i negoziati avvengano con i rivali e che il compromesso si faccia con il nemico. Un incontro può dunque avvenire, anche se non dobbiamo porvi tutte le nostre speranze per la soluzione di un conflitto che continua da quattro anni.

Che cosa ha in mente di fare la Casa Bianca?

Per comprenderlo, trovo significativo il fatto che lo stesso Kerry abbia detto che la guerra siriana è durata per troppo tempo. Staremo a vedere quindi quali frutti positivi può portare il viaggio di Putin negli Usa. Ogni giorno ormai ci sono spedizioni delle navi da guerra russe attraverso il Bosforo e i cargo militari russi verso Latakia costretti ad aggirare lo spazio aereo di Grecia e Bulgaria. C’è un’intensa attività che non prelude a nulla di buono, in quanto la guerra siriana rischia di diventare una guerra mondiale.

 

Come andrà a finire?

Lo abbiamo visto durante i negoziati sul nucleare iraniano. Ci sono delle concessioni da fare da una parte e dall’altra, e alla fine bisogna accettare un compromesso.

 

Se salta il compromesso Usa-Russia si rischia davvero una guerra mondiale?

Nei momenti peggiori della storia, alla fine ci sono sempre stati dei contatti magari sotterranei tra Washington e Mosca. In questo momento entrambe le potenze sono alle prese con un pericolo che le supera. Lo stato islamico mette Usa e Russia di fronte a una sfida nella quale il fallimento non è contemplato. Il compromesso può essere rinviato, ma non evitato. Alla fine troveranno un “modus vivendi” come è avvenuto del resto nel corso di questi quattro anni di guerra siriana. Ma non ci sarà un ulteriore deterioramento, nonostante tutte le critiche Usa sul rafforzamento della presenza militare dei russi.

 

(Pietro Vernizzi)

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