CAOS SIRIA/ Gregorio III: cacciare Assad? La condizione degli Usa è una follia

- int. Gregorio III Laham

Per GREGORIO III LAHAM, non si può pensare che la precondizione per i negoziati sia l’estromissione di Bashar Assad, perché i problemi della Siria non dipendono da una sola persona

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Aleppo, foto LaPresse

“La principale differenza tra Russia e Stati Uniti è che Mosca ha chiesto l’opinione della Siria prima di mettersi in moto, mentre Washington è intervenuta senza prima avviare nessun contatto con il mio Paese”. E’ quanto afferma Gregorio III Laham, patriarca cattolico siriano con doppia sede a Damasco e Beirut, che vive facendo la spola tra le due capitali e che contattiamo mentre si sta preparando per recarsi nuovamente in Siria. Per il patriarca, “la questione non è però chi in questo momento siano i buoni e i cattivi. Si tratta piuttosto di capire che senza un accordo tra Stati Uniti e Russia il futuro della Siria sarà soltanto guerra, fame e morte. Non si può pensare che la precondizione per i negoziati sia l’estromissione di Bashar Assad, perché i problemi della Siria non dipendono certo da una sola persona”.

Com’è in questo momento la situazione umanitaria in Siria?

Il punto nevralgico più tragico e doloroso è Aleppo, una città assediata dove è in corso una guerra terribile portata avanti da ribelli, jihadisti e terroristi. Spero che questa guerra possa finire soprattutto per i civili che vi si trovano assediati. Il vero dilemma è come si possa salvare la vita della popolazione e annullare la forza distruttrice dei combattenti. E’ questo il problema per tutti, inclusi Stati Uniti e Russia.

L’esodo della popolazione intanto continua?

La gente vorrebbe scappare ma non può, o quantomeno è molto difficile perché tutte le strade sono chiuse. E’ una tragedia nella tragedia. Del resto secondo la televisione oltre un milione e mezzo di siriani sono già fuggiti in questi anni di conflitto.

Gli Stati Uniti chiedono che Assad se ne vada come precondizione. Hanno ragione?

Non si può far dipendere l’avvenire di un Paese e dell’intero Medio Oriente da una persona sola. Pensarlo è del tutto illogico, anche un bambino piccolo è in grado di capirlo. Mi domando quindi come si possa affermare che tutti i problemi dipendano da Assad, quando è evidente che non è così. Questa è una falsa presentazione del problema. Dopodiché se Stati Uniti e Francia sono in grado di cacciare Assad lo facciano pure, ma resta il fatto che da oltre cinque anni parlano della sua deposizione eppure non è avvenuto nulla.

Deporre Assad aumenterebbe il caos?

In Siria abbiamo già avuto solo caos dal 2011 in poi, e ciò che ci attende è uno tsunami di guerre e tragedie senza nome non soltanto per la Siria, ma anche per Libano e Giordania.

Lei ha parlato personalmente della situazione con Papa Francesco?

Il Santo Padre ha espresso la sua posizione pubblicamente quando ha detto: “Mentre il popolo soffre, incredibili quantità di denaro vengono spese per fornire le armi ai combattenti. E alcuni dei Paesi fornitori di queste armi, sono anche fra quelli che parlano di pace”. Forse Papa Francesco aveva letto l’intervista che un giornalista tedesco, Jürgen Todenhöfer, ha fatto a un comandante di Al-Nusra. Quest’ultimo nel corso dell’intervista ha dichiarato che la sua organizzazione riceve gli aiuti dagli Stati Uniti e dagli Stati arabi.

Al tavolo delle trattative, le posizioni di Stati Uniti e Russia sono entrambe altrettanto realistiche e degne di un compromesso?

La logica vuole che se si intende difendere un Paese, bisogna prima essere d’accordo con quest’ultimo. La Russia quantomeno ha chiesto quale fosse l’opinione della Siria. Gli Stati Uniti invece sono intervenuti senza prima avere stabilito nessun contatto con la nostra nazione. La questione non è però chi in questo momento siano i “buoni” e i “cattivi”, bensì che l’avvenire della Siria passa dal fatto che Stati Uniti e Russia uniscano i loro sforzi. anziché farsi la guerra come sta già avvenendo quantomeno a livello politico.

 

Qual è il suo auspicio?

Il mio auspicio è che Mosca e Washington instaurino contatti più intensi, perché ritengo che sia questa la vera soluzione. Senza un accordo tra Russia e Stati Uniti, in Siria non ci saranno che morte, guerra e fame. Ciò che bisogna fare è chiudere le frontiere della Siria in modo da fermare l’invio di armi e denaro ai combattenti.

 

(Pietro Vernizzi)

 

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