PRIMARIE USA/ Luttwak: attenzione a Kasich, vincerà lui (e la Clinton)

- int. Edward Luttwak

Per EDWARD LUTTWAK, la meteora di Trump sta già declinando e gli stessi Cruz e Bush sono finiti. Il vero vincitore della maratona delle primarie sarà Kasich, un repubblicano molto moderato

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John Kasich (Infophoto)

“La meteora di Trump sta già declinando e gli stessi Cruz e Bush sono finiti. Il vero vincitore della maratona delle primarie sarà John Kasich, un repubblicano molto moderato e soprattutto con un’esperienza di governo nello Stato dell’Ohio”. E’ la previsione di Edward Luttwak, economista, politologo e saggista, secondo cui “la sfida Clinton-Sanders è ancora tutta aperta, ma l’idea di sinistra del senatore del Vermont è troppo intellettuale per essere compresa da neri e immigrati di origini messicane”. Le primarie repubblicane in New Hampshire sono state dominate da Donald Trump con il 35,1% dei voti, Kasich ha preso quasi il 12%, Ted Cruz l’11,6%, Jeb Bush l’11,1% e Marco Rubio, dopo essere stato fatto a pezzi da Chris Christie nell’ultimo confronto tv, si è fermato al 10,6%. Mentre sul fronte democratico Sanders ha preso il 60% e la Clinton il 38,4%.

Dopo la vittoria di Trump e Sanders l’America si risveglia più estremista?

No, niente affatto. Quello che è significativo è che tra i candidati repubblicani, il meno estremista sembrava venuto dal niente eppure in New Hampshire ha conquistato il secondo posto. Mi riferisco a John Kasich, governatore di uno Stato importante e molto probabilmente il nuovo candidato alla Casa Bianca. Ricordiamoci del resto che l’Ohio ha dato molti presidenti agli Stati Uniti.

Trump però è in testa come numero di delegati …

In questa fase contare i delegati è una perdita di tempo, perché niente è stato definito o finalizzato. I delegati non contano.

Che cosa fa di Kasich il nuovo candidato repubblicano in pectore?

Kasich è un repubblicano molto moderato, e dopo essersi classificato secondo in New Hampshire comincia a ricevere il sostegno, l’appoggio e i soldi. La meteora di Trump intanto sta calando molto rapidamente, e come sempre si va verso l’ascesa di candidati moderati. Nelle elezioni americane è una dinamica già vista: all’inizio partono bene i candidati più estremisti, ma alla lunga prevalgono quelli moderati.

Basta essere moderati per vincere?

No, ma Kasich riveste anche il ruolo di governatore dell’Ohio, e quindi non è il primo arrivato in quanto può vantare un’esperienza nella gestione del potere esecutivo. Dopo quello che è successo con Obama, gli americani vogliono un presidente che abbia già un’esperienza di governo. Kasich si trova dunque in un’ottima posizione, fin dall’inizio era una figura promettente e dopo il New Hampshire ha iniziato anche ad affermarsi.

Come vede invece Jeb Bush e Ted Cruz?

Sono entrambi già fuori dai giochi. Bush a questo punto è finito, ma Cruz non aveva nessuna chance fin dall’inizio. Cruz infatti non è moderato, anzi rappresenta una corrente molto estremista.

Come vede invece la situazione sul fronte democratico?

Sul fronte democratico Hillary Clinton deve adesso cercare di sopravvivere all’attacco dello sfidante Bernie Sanders. Probabilmente ce la farà. In Stati come South Carolina, Arkansas e Colorado dove si voterà presto gli elettori della Clinton sono “minoranze” come neri e messicani che non capiscono Sanders in quanto per loro è troppo intellettuale. Qualora la Clinton non andasse particolarmente bene, come àncora di salvataggio potrebbe tornare in campo la candidatura di Joe Biden.

 

Secondo lei come andrà a finire?

Per quanto riguarda i democratici la sfida è ancora aperta e per rispondere ci vorrebbe la sfera di cristallo. Il sistema delle primarie Usa è stato pensato proprio in modo tale da produrre qualcosa di nuovo.

 

Quali Americhe diverse rappresentano Sanders e la Clinton?

Sanders rappresenta la sinistra, che si ritrova molto rafforzata a causa dei poveri risultati economici conseguiti dagli Usa. Questi ultimi negli ultimi anni hanno colpito soprattutto la povera gente.

 

Di chi è colpa?

C’è stata molta poca crescita perché l’America è stata frenata dalla paralisi europea. Quest’ultima ha accelerato il declino cinese e ha bloccato la crescita degli Stati Uniti. Se i blocchi economici più importanti non crescono, è difficile che cresca la stessa economia mondiale.

 

(Pietro Vernizzi)

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