CENSIMENTO GENDER/ Sparisce la voce “sesso” per non offendere i transgender, chi protesta? Le femministe

- Eleonora D’Errico

Maschio o femmina? La Gran Bretagna potrebbe essere il primo paese a non chiedere l’indicazione di genere nel censimento, ma la proposta ha fatto infuriare le femministe

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L'Inghilterra ha proposto l'abolizione dell'indicazione del sesso nel censimento

Li abbiamo barrati tutti, una volta almeno, nella nostra vita: sono quei quadratini che, in sondaggi, iscrizioni, registrazioni varie ci chiedono a che sesso apparteniamo. La questione nelle ultime ore sta facendo discutere gli inglesi, che hanno avuto una notizia: dal 2021, il Paese potrebbe essere uno dei pochi al mondo a non chiedere ai propri cittadini di scegliere tra le caselle di “maschio” o “femmina”. L’idea ha scatenato le proteste delle femministe che hanno subito sottolineato che: “Così si nega l’esistenza delle donne”. La proposta, è stata portata avanti dall’Ufficio nazionale di statistica (Ons) dopo le proteste di persone transgender o di chi non si riconosce nella definizione di maschio o femmina. La richiesta di intervenire per eliminare questa classificazione, è stata prima preceduta da un sondaggio condotto tra i cittadini britannici, i cui risultati hanno rivelato che la maggior parte delle persone intervistate considera l’indicazione di genere “irrilevante, inaccettabile e intrusiva”. Se approvata, la proposta renderà l’indicazione del genere volontaria.

LE FEMMINISTE: “SI NEGA L’ESISTENZA DELLE DONNE”

Con l’abolizione di queste caselle, la Gran Bretagna potrebbe non avere una statistica precisa sul numero di maschi e femmine presenti nel Paese. Come riporta il quotidiano The Independent, nell’ultimo censimento, del 2011, l’unica domanda volontaria riguardava la religione e quattro milioni di persone hanno scelto di non rispondere: lo stesso potrebbe accadere nel caso del sesso. Secondo il Sunday Times, la proposta ha scatenato le proteste delle femministe che vedono in questa possibilità “la negazione del diritto delle donne di esistere e identificarsi come tali”. Stephanie Davies-Arai e altre attiviste di movimenti femministi hanno sollevato obiezioni circa le conseguenze negative che questa mossa potrebbe avere sulle donne e sulla società in generale. Secondo Germaine Greer, accademica e scrittrice femminista, ogni attentato all’importanza del genere è una sconfitta prima di tutto per le donne: «Pensare che le donne abbiano conquistato tutto quello che c’era da conquistare non ha senso se poi non abbiamo nemmeno il diritto di esistere».

COMUNITÀ LGBT: “CONTARE ORIENTAMENTI DIVERSI, UN PASSO PER GARANTIRE DIRITTI”

Alla proposta si oppongono, in realtà, anche parti della comunità Lgbt, che pensano che «contare» chi ha orientamenti sessuali non tradizionali sarebbe il primo passo per garantire loro più diritti e una legislazione ad hoc. Quindi, stando a questa riflessione, non servirebbe l’eliminazione delle caselle maschio o femmina, ma forse l’aggiunta di una terza. In Gran Bretagna la partecipazione al censimento è obbligatoria e la mancata adesione è considerata un crimine penale: nel 2011 almeno 120 persone sono state condannate per non aver completato il censimento. L’Ons deve ancora stabilire i criteri per il prossimo censimento e non è sicuro quale sarà la decisione circa l’indicazione del genere. Per ora si tratta solo di una proposta che non si sa se avrà un seguito, in ogni caso questo passo verso l’eliminazione della definizione di genere è destinato a far discutere. 

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