LA FURIA DEI GUERRIGLIERI/ Donna costretta all’incesto col figlio e poi decapitata: aveva nascosto del pesce

- Paolo Vites

Un caso disumano di tortura e morte nel Congo democratico dove infuria la guerra civile tra una popolazione locale e il governo, ecco di cosa si tratta

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Immagine dal video della esecuzione

Ci sono così tante guerre nei paesi cosiddetti ancora del terzo mondo, che la maggior parte di queste neanche sono conosciute nei paesi del “primo mondo”, il nostro occidente. Una di queste è quella che si combatte da anni nella Repubblica democratica del Congo contro i ribelli Luba, una popolazione tribale di antica origine disseminata in vari stati centroafricani. Nel Congo democratico in particolare la loro rivolta sta causando da anni stragi e violenze indescrivibili, come quella riportata dal sito inglese metro.co.uk. L’episodio risale allo scorso marzo, ma le immagini filmate hanno cominciato a emergere a livello mondiale solo da poco, dopo essere state trasmesse su Whatsapp. E’ successo nella cittadina di Luebo, occupata per circa venti giorni lo scorso aprile prima di essere liberata dall’esercito regolare. Venti giorni che sono bastati per massacri e violenze. In particolare una donna è stata accusata di aver servito del cibo che per i soldati Luba è considerato contaminato: prima di andare in battaglia infatti questa popolazione si astiene dai rapporti sessuali, dal lavarsi e dal mangiare carne e pesce.

Non compiere questi riti significa, nelle loro credenze, perdere la protezione in caso di scontri armati. E’ stato così che una donna del villaggio è stata accusata di aver nascosto piccoli pezzi di pesce nei piatti di fagioli che aveva preparato loro. La punizione orrenda è scattata immediatamente. Prima la donna è stata obbligata ad avere un rapporto sessuale incestuoso con il figlio ventenne davanti a tutti, accusato anche lui di aver preparato il cibo; poi è stata frustata e infine decapitata insieme al figlio. I guerriglieri hanno poi bevuto il loro sangue per purificarsi del cibo considerato contaminato. I loro corpi sono stati lasciati per alcuni giorni per strada perché tutti gli abitanti potessero vederli. Durante quelle due settimane i ribelli hanno distrutto scuole e chiese proibendo alla gente di recarsi al lavoro. Secondo i dati forniti dalla Chiesa cattolica locale, le vittime, negli ultimi due anni di questa guerra sono state oltre tremila, mentre quasi un milione e mezzo di persone sono state costrette ad abbandonare i loro villaggi e le abitazioni. Nessuna notizia in occidente, nessun piano di intervento internazionale per aiutare la popolazione da parte dei paesi europei e degli Usa.



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