MONDO COMMOSSO PER UN BIMBO CHE NON ESISTE/ Il bebè preso al volo dalla torre in fiamme era falso: ecco perchè

Grenfell Tower, la storia del bebè lanciato dalla finestra durante l’incendio e salvato al volo è in realtà una bufala: la prima di una lunga serie…

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L'incendio della Grenfell Tower a Londra, il 14 giugno 2017 (LaPresse)

Notte del 14 giugno, divampa un incendio nel grattacielo della Grenfell Tower, situata nel quartiere di North Kensington di Londra: bilancio tragico di 87 morti accertati e 70 persone rimaste ferite. Un bilancio che rischia di aggravarsi, con la polizia di Londra che ha dichiarato che quello ufficiale non sarà disponibile prima del 2018. Una tragedia che ha visto un aneddoto da cui ripartire, una storia a lieto fine che ha commosso il mondo intero: una madre lancia il suo bebè dalla finestra per tentare di salvarlo, con il pargolo che viene preso al volo da un ignoto salvatore. Un episodio che, a quattro mesi di distanza, nasconde però dei lati oscuri: secondo un’inchiesta condotta dalla BBC, nessuna testimonianza regge oggi alla controprova, con nessun indizio concreto raccolto quella notte che trova conferma. I testimoni dell’episodio infatti, seppur in buona fede, sembrano aver un ricordo nebuloso dell’accaduto oppure hanno raccontato una scena soltanto sentita, o una scena distorta.

DA TRAGEDIA A BUFALA

Grenfell Tower, bebè lanciato dalla finestra e il misterioso eroe: tutto una bufala dunque, un altro episodio in cui un aneddotto di una tragedia si trasforma in fake news. Un altro esempio risale a pochi giorni fa, con la strage del Mandalay Bay di Las Vegas, 58 morti per mano di un killer appostato in una camera dell’albergo adiacente. Su Twitter, un tale @winterr lancia l’appello: “Non riesco a rintracciare mia figlia al Mandalay Bay. Per favore ritwittate, sono molto preoccupata, qui sotto una foto recente: Taylor Joshuas, 14 anni”, con allegata una foto del ragazzo. Anche in questo caso, una bufala: il profilo cancellato, la foto rubata da un altro profilo social. Un fenomeno in costante aumento, che nasconde anche fini economici secondo quanto rivelato da Outline: uno dei siti che trae profitto dalla disinformazione è Everipedia, format simile a Wikipedia con protagoniste le persone comuni. In realtà, si cela un sito specializzato nel creare fake news su personeccomuni che generano traffico dai motori di ricerca dopo tragedie. Un profitto creato dalla pubblicità ma anche da un servizio che permette agli utenti di Everipedia di avere una biografy corretta e protetta da vandalismi.



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