Il complotto della Cia per uccidere presidente filo Putin/ Video, Grecia: così Kostas Karamanlis doveva morire

- Niccolò Magnani

Il piano della Cia per assassinare l’ex presidente della Grecia, Kostas Karamanlis: video reportage dalla Russia, tutti i dubbi e il presunto golpe dell’ex premier legato a Putin

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Kostas Karamanlis, la Cia voleva farlo fuori? (LaPresse)

«Gli Usa volevano assassinare il primo ministro greco Kostas Karamanlis»: un piano della Cia d’altri tempi, da Guerra Fredda e invece siamo nel 2008 e in Grecia, alla vigilia di una stagione che ha portato poi le ben note destabilizzazioni nel Paese ellenico fino all’orlo del default. Ecco, per gli amanti della dietrologia questo ultimo reportage del canale russo Vesti potrebbe fare al caso suo, ma dobbiamo prima capire i vari termini della questione prima di poter giungere a qualche conclusione. Ebbene, nasce tutto da alcuni report dell’intelligence russa che in questi giorni sono stati presentati dal canale Vesti e dal lungo articolo di Russia Insider: nel 2009 l’intelligence russa ha scoperto un complotto dalla CIA per rimuovere allora il primo ministro Kostas Karmamanlis dal suo incarico e per assassinarlo se necessario, per il suo sostegno alla Russia, in particolare al gasdotto Sud Stream verso l’Europa. Una trama da film di James Bond eppure sarebbe tutto verificato dai documenti in quantità industriale in mano all’intelligence russa in questi anni post-complotto. Come sempre, trattandosi di questioni di fatto ancora legate alla Guerra Fredda 2.0 tra Usa e Russia bisogna sempre prendere con le pinze tutto quanto rivelato, ma di certo la spiegazione fornita dai vari elementi rischia di dare un contorno realistico a quanto avvenuto in Grecia negli ultimi anni.

PERCHÈ PROPRIO KARAMANLIS?

Siamo nel 2008 quando primo ministro con il partito Nuova Democrazia è il leader conservatore Karamanlis: economia, opposizione feroce, crisi sociale, i vari problemi per tutti i presidenti greci delle ultime decadi non lasciano in pace il governo e per questo motivo per la politica estera Karamanlis cerca un partner importante come la Russia per poter dar seguito a possibili accordi su commercio d’armi e soprattutto sul fronte energetico. Karamanlis ha sostenuto in particolare la partecipazione della Grecia alla pipeline Burgas-Alexandroupoli e al Sud-Stream: si trattava di un gasdotto per il trasporto dell’olio e del gas russo in Europa meridionale e centrale. Ecco qui l’origine del presunto complotto: qualcuno a Washington e soprattutto a Bruxelles non gradiva questa eccessiva partnership Mosca-Atene e per questo motivo nel giro di pochi mesi alcune forze vollero intervenire in Grecia per cercare di interrompere i progetti. Detta schietta, gli obiettivi erano in serie 3: destabilizzazione nel paese, cambio del corso politico e liquidazione dell’obiettivo principale, ovvero proprio il primo ministro.

LA DESTABILIZZAZIONE

Comincia così il primo step, sempre secondo i report della stampa russa, confermati da vari articoli dei media greci dal 2009 a questa parte: il piano è stato chiamato Pythia-1 (la sacerdotessa che nel santuario di Delfi dava i responsi per le possibili rivoluzioni politiche da attuare, ndr), e doveva essere eseguito da alcuni agenti stranieri, dispiegati in Grecia. «Nessuno sa quali paesi provenivano: ma è un dato noto che avevano alleati tra i Greci e ciò include l’esercito, le autorità e i deputati», scrive Russia Insider portando così il grado del complotto all’ennesima potenza un golpe in piena regola insomma. Un Occidente, qualcuno non voleva veramente realizzare i progetti Burgas-Alexandroupoli e i progetti del sud-est, e soprattuto non voleva Putin troppo potente nel centro dell’Europa: i servizi della FSB hanno determinato che in Grecia, all’interno della cospirazione anti-governativa, sono stati coinvolti almeno 7 gruppi terroristici. «Di questi, 3 specializzati nel furto e nel sequestro . Ha derubato e rapito uomini d’affari su larga scala .Tutto questo è stato fatto per creare l’atmosfera del caos e della paura per le strade e per le imprese. Questo è ciò che significa destabilizzazione».

IL CASO E IL GOLPE MANCATO

Come viene però scoperto “l’arcano” data l’assoluta riservatezza del progetto? Pare a questo punto che il destino abbia giocato un ruolo importante, se non decisivo: la FSB (gli 007 russi post-KGB) ha ricevuto le informazioni a partire da un semplice caso giudiziario aperto per caso. Durante la destabilizzazione cominciata già nel 2008 ci furono scontri ad Atene e nelle principali città con il caos sociale che già stava montando, ma in qualche modo pilotato dall’alto: il caos di massa di Atene e di altre città, nonché l’aumento della tensione economica e sociale, hanno veramente indebolito le posizioni del governo Karamanlis che però non è stato assassinato. Come ma? Sicuramente bastava in quel momento l’indebolimento generale, ma intervenne anche un secondo motivo, come dicevamo prima, “casuale”: «le spie russe si sono incontrate con i cospiratori faccia a faccia», scrive Russia Insider. In un incidente stradale nell’aprile 2008 le spie di Mosca intercettano per caso un minivan dove all’intero vengono trovate un arsenale di armi, compresi esplosivi, fucili Kalashnikov, strumenti di comunicazione, attrezzature per la visione notturna, mappe dettagliate con l’itinerario del PM Karamanlis e informazioni dettagliate sulle sue guardie del corpo. Sarebbero coinvolti, anche se i nomi sono quasi tutti secretati, l’ex parlamentare greco, Michalis Karchimakis, William Basil, ex agente della CIA e altri membri del partito di George Papandreou, socialista e nemico di Karamanlis.

Fu proprio lui a vincere le elezioni nel 2009 dopo il caos generato dal presunto golpe mancato e molti nomi sono per questo rimasti nell’ombra dato che la volontà di interrompere il ponte Putin-Grecia è avvenuto senza assassinio politico. «Alla fine, la Grecia ha esaurito lentamente il gasdotto Burgas-Alexandroupoli e la pipeline del sud-est: ma ora cosa succede? L’indagine della cospirazione Pythia-1 è presa sul serio dai Greci. Ci saranno probabilmente nuovi dettagli e nuovi sospetti». Si chiude così il reportage in cui il golpe anti-Grecia sarebbe così spiegato e svelato nei suoi tentativi: restano tanti dubbi e tante questioni non spiegate dai russi, ovviamente, ma guardando la destabilizzazione creata e portata avanti anche durante la crisi del rischio default, con lo “spettro” Russia che la Merkel voleva in ogni modo allontanare come area d’influenza della Grecia, qualche sospetto viene anche a noi. 



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