ISIS/ Video: liberazione di Raqqa, la gioia di una donna che si strappa l’odiato burqa

- Paolo Vites

Le prime immagini della liberazione di Raqqa, ultima roccaforte in mano all’Isis, grazie alle truppe curde. Una donna si trappa di dosso l’odiato burqa ecco di cosa si tratta

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Terroristi islamici, foto LaPresse

Già essere sopravvissuta alla battaglia di Raqqa dovrebbe essere un motivo di gioia enorme, visto che l’ultima capitale dell’Isis è stata oramai quasi del tutto liberata dalle milizie dell’Isis (resta ancora in mano ai terroristi la zona intorno all’ospedale cittadino) dopo una sanguinosa battaglia durata mesi. Era l’ultima roccaforte del califfato islamico, dopo le precedenti liberazioni di Mosul e Aleppo. Una liberazione, quella di Raqqa, di cui va riconosciuto la gran parte del merito all’esercito curdo, protagonista coraggioso di questa battaglia, con i suoi battaglioni composti anche da donne. Il problema maggiore adesso diventa riconoscere i miliziani dell’Isis sopravvissuti che già come in altre occasioni cercano di confondersi fra i civili. Sembra, in realtà, che sia anche stato trovato un accordo con loro, concedendo la libertà in cambio della resa.

In ogni caso per i civili sopravvissuti è un momento di festeggiamenti, come testimonia un video messo online dal Daily Mail e filmato dall’associazione People’s Protection Units. Nelle immagini si vede una donna uscire da una abitazione indossando il burqa, l’abito nero che per gli islamici radicali e più tradizionalisti deve ricoprire completamente le donne, viso compreso. Mentre la donna esulta in modo incontenibile, la si vede stracciarsi letteralmente di dosso l’odiato vestito, strapparsi anche il velo dai capelli ed esultare facendo con entrambe le mani il segno della vittoria.

Ad aiutarla sorridente una soldatessa curda. La donna e i suoi familiari, a riprova della sofferenza e degli abusi che devono aver subito durante l’occupazione dei terroristi, si buttano anche in ginocchio baciando il terreno dove si trovano i soldati in segno di ringraziamento, mentre questi li tirano su dando loro dell’acqua. L’incubo cominciato nell’estate del 2014 con l’occupazione di Raqqa è finito. Si spera.



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