CINA/ Partito-guida e religioni, Xi Jinping copre le carte per non tradire il cambiamento

- int. Francesco Sisci

Il discorso con cui il leader cinese Xi Jinping ha aperto il congresso del Partito comunista apre a molti punti interessanti seppur non ancora chiari. L’opinione di FRANCESCO SISCI

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L'ultimo congresso del Partito comunista cinese (LaPresse)

Il discorso tenuto da Xi Jinping nella prima giornata del congresso del Partito comunista, al di là di molte analisi sbrigative che si trovano in giro, lascia intendere come la Cina si trovi davanti a un cambiamento epocale. “Ridurre tutto il suo discorso a maggiore libertà economica e minore libertà civile è del tutto superficiale” ci ha detto da Pechino Francesco Sisci, sinologo ed editorialista di Asia Times. “Quanto le sue parole poi corrispondano al vero non lo sappiamo, ma si parla della nascita nei prossimi anni di una Cina stato di diritto democratico con a guida il Partito comunista”. Che cosa può significare, dice ancora Sisci, è ancora soggetto a ipotesi.

Maggiore libertà di economia, minore libertà civile: è questo in sunto quello che ha detto il presidente cinese?

No, il suo messaggio è molto più sottile. Ha parlato di economia e di stato di diritto, libertà economica al privato, ma in un contesto di rafforzamento del partito.

Questo cosa significa? Come può esserci il partito-guida se si apre allo stato di diritto e alla democrazia?

Forse è un trucco, forse è un ballon d’essai. In realtà Xi Jinping ha una idea precisa, a noi tocca di decifrarla.

Proviamoci.

Xi ha lanciato due piani quindicinali che porteranno la Cina a metà del secolo, il 2050. In sostanza, ha lanciato l’idea di cosa sarà la Cina fino a quel giorno. 

Ha detto qualcosa a proposito dei rapporti internazionali? Fra due settimane Trump sarà a Pechino.

A proposito dell’estero ha detto tre cose: contribuiremo allo sviluppo, manterremo la pace e manterremo l’ordine internazionale. 

E a proposito del piano interno?

Un punto importante è quando ha detto che si deve rafforzare la guida del partito. A questo proposito ha detto una frase un po’ buffa: che sia a est o a ovest, che sia a nord o a sud, la guida sarà sempre del partito.

Cosa ha voluto dire?

Che non importa se sarà una questione militare, politica o sociale, la centralità del partito non si tocca. Ha poi detto che è necessaria una maggiore apertura allo stato di diritto, a volte ha detto democrazia altre volte democrazia socialista, ma ha anche detto che il partito deve ascoltare la gente, non deve essere arbitrario, e che i dirigenti e i quadri del partito dovranno sottomettersi al controllo della gente. 

Che cos’ha in mente secondo lei?

Probabilmente i casi sono due: o mente, dato che i politici mentono per definizione. E’ un’ipotesi, ma i cinesi sono diversi da noi, non mentono così spudoratamente, hanno una logica diversa.

Il secondo caso?

Ha voluto dire che le riforme partono dal partito. In passato sembrava che fosse stato messo da parte per far emergere qualcosa d’altro, invece il partito deve rimanere il cuore pulsante del paese, e questo può voler dire che forse il modo con cui il partito governerà la Cina potrà essere diverso.

Dal punto di vista strettamente economico?

Per  molti anni, circa un quindicennio, il ruolo dello stato e dell’economia statale e privata è stato molto confuso. Il ruolo dell’economia privata era importante, ma serviva anche il ruolo dello stato. Adesso Xi Jinping dice che l’economia privata deve avere un grande ruolo, ma va incoraggiata sempre con un ruolo dello stato. Ad esempio nella promozione dell’industria tecnologica, nello sviluppo delle infrastrutture, vediamo per la prima volta una divisione abbastanza chiara. Il mercato dovrà essere occupato dalle imprese private definite non statali, anche se sono imprese in cui probabilmente c’è una partecipazione dello stato, mentre lo stato dovrà promuovere le grandi politiche industriali. Per la prima volta viene evitata una confusione di piani. E se c’è questo chiarimento a livello economico è possibile ci possa essere anche a livello politico. 

Una grande svolta quindi?

Quale saranno i reali contenuti dei piani quindicinali non lo sappiamo, ma la domanda da porsi è: la gente e la società internazionale gli daranno il tempo di svolgerli? O vorranno cambiamenti più veloci e più ampi? Questa è la sfida.

E per quanto riguarda i diritti umani, le libertà civili?

Un altro aspetto rilevante del discorso è che la religione viene nominata più volte e si sottolinea che le religioni devono essere indirizzate versa la sinizzazione. Non sappiamo cosa significhi di preciso ma è significativo che la religione è considerata importante e che il partito pensi sia suo compito occuparsene.

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