ATTENTATO A LAS VEGAS/ Stephen Paddock, chi è il killer che ha ucciso 50 persone

- Paolo Vites

Il numero dei morti al concerto di musica country ha toccato le 50 vittime e non è definitivo. La polizia ha ucciso il killer, un americano bianco di 64 anni, ecco chi era

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SPARATORIA A LAS VEGAS: CHI E’ STEPHEN PADDOCK?

Mentre la conta delle vittime cresce a ogni ora, la strage di stanotte a Las Vegas è già passata alla storia come quella con il maggior numero di morti della storia americana compiuta con armi da fuoco, al momento 50 vittime. Ben lontana ad esempio in questa triste classifica quella che era considerata una delle peggiori, la strage nella scuola di Columbine in cui due studenti nel 1999 uccisero dodici loro compagni e battendo seppur di poco (si spera) la strage di Orlando dello scorso anno dove 49 persone furono uccise in un club frequentato da omosessuali. Le autorità sin quasi da subito si sono affannate a dire che non è un caso di terrorismo, pensiero al quale ovviamente tutti avevano fatto mente. Per arrivare a questo, sarebbe bastato identificare (e uccidere) il killer. Se non all’Isis, si sarebbe potuto pensare a un atto di estremismo da parte di qualche radicale afroamericano per il luogo prescelto della mattanza, un festival di musica country, luoghi che solo i bianchi frequentano, visti gli scontri razziali in atto negli Usa ormai da tempo, una vendetta per le molte persone di colore uccise dalla polizia, ma l’uomo trovato in una stanza dell’hotel Mandalay Bay, al 32esimo piano, è un bianco ed è americano. Niente islam radicale e niente pista razzismo. Le forze dell’ordine sono intervenute davvero rapidamente, individuando perfettamente la stanza da dove arrivavano i colpi di arma da fuoco. Hanno fatto saltare la porta della camera e hanno fatto irruzione. L’occupante, Stephen Craig Paddock, ha cercato di reagire ma è stato ucciso prontamente. Secondo una tesi delle ultime ore si sarebbe invece ucciso da solo. In camera aveva quattro pistole e quattro fucili oltre al fucile mitragliatore con cui ha fatto la strage.

STEPHEN PADDOCK, PERCHE’ HA COMPIUTO L’ATTENTATO A LAS VEGAS?

In camera aveva altre armi da fuoco, probabilmente stava ricaricando prima di continuare il suo orribile piano: ammazzare quanta più gente possibile. Ma chi è Paddock e quali motivi dietro il suo gesto? Età 64 anni, viveva dal giugno 2016 nella contea di Babbling Brook a Mesquite, nel Nevada, a circa un’ora e mezza di distanza in macchina da Las Vegas, in una casa con terreni del valore di 400mila dollari. In precedenza, si sa che aveva abitato a Melbourne, in Florida, dal 2013 al 2015, a Henderson, nel Nevada e in altre città della California dal 1990. Era nato il 9 aprile 1953.  Mesquite, una cittadina di meno di 20mila persone, ospita soprattutto pensionati, e come Las Vegas è ricca di casinò e campi da golf. Perché l’uomo cambiasse così frequentemente residenza, non si sa ancora. Da quando era a Mesquite, non risulta alcuna incriminazione di nessun tipo sul suo conto, l’unica cosa che risulta è una causa da lui intentata a un casinò nel 2014, non si sa per quali motivi. Che abbia scelto Las Vegas, la città del gioco d’azzardo e dei casinò per vendicarsi? Le autorità hanno precisato che non era un veterano di guerra: spesso in passato queste persone hanno compiuto stragi, dettate dallo stato psicologico malato indotto dalla guerra. Di lui non si sa altro: viene definito un lupo solitario. Un malato di mente? Qualcuno che voleva compiere una vendetta di massa perché nel corso della vita aveva subito qualche cosa che lui riteneva una ingiustizia? Il luogo prescelto, un festival di musica country, luoghi frequentati esclusivamente da pubblico bianco della classe medio alta, fa pensare che il target fosse quello. Ma naturalmente può essere che abbia scelto l’obbiettivo perché facile da colpire. Non avrebbe potuto fare lo stesso ad esempio in uno stadio di football o di baseball, anch’essi simboli del patriottismo americano. C’è poi una donna che risulta convivente con Paddock, una donna asiatica, Marilou Danley, che la polizia sta ancora cercando. Alcune persone presenti al concerto hanno detto di essere state spintonate da una donna asiatica che diceva loro: stanotte morirete tutti circa un’ora prima della sparatoria. Ma la polizia non segue questa pista. Marilou Danley risulta che viveva con Paddock dal gennaio 2017, ma non si sa che rapporto i due avessero realmente. La donna è presente su facebook, i suoi ultimi post sono dello scorso agosto e mostrano foto di una donna contenta che si dichiara mamma e nonna felice. Sul luogo della strage sono stati trovati due veicoli, tutti e due intestati all’uomo, che certo non ha potuto portarli lì da solo. Chi era la donna che spintonava gli spettatori e che è anche stata allontanata dall’area del concerto? Marilou Danley è stata poi rintracciata dalle forze dell’ordine: non si trova in America in questi giorni e dunque non è complice dell’uomo. E’ stato anche rintracciato il fratello di Paddock, i due non erano molto in contatto, si sentivano raramente, ma ha detto di non sapersi capacitare di quanto fratto dal fratello. “Era una persona tranquilla, era un nonno come tanti, non aveva mai mostrato alcun sintomo. Deve essergli successo qualcosa solo recentemente” ha detto. Qualcosa che gli ha fatto comprare un fucile mitragliatore da guerra. Ecco, forse alla fine si riduce tutto a questo, come sempre nelle stragi americane: come è possibile vendere a un privato un fucile mitragliatore? Poi arrivano le notizie dell’ultima ora: “Stephen Paddock, dopo essersi convertito all’Islam recentemente aveva cambiato nome in Samir Al-Hajib”. Ma già le autorità americane negano la rivendicazione dell’Isis. 



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