CATALOGNA/ Video: dita spezzate e stupro dei poliziotti: la vittima ammette che non è vero

- Paolo Vites

Un brutale pestaggio, secondo una indipendentista catalana, da parte della polizia spagnola: dita spezzate, braccio rotto, abusi sessuali. La vittima ritira le accuse

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In Catalogna (LaPresse)

La cosiddetta repressione da parte dei reparti della polizia spagnola domenica scorsa, per impedire che si tenesse il referendum sull’indipendenza della Catalogna hanno scatenato polemiche e denunce durissime. I feriti per le cariche “brutali” dei poliziotti sarebbero stati diverse centinaia, le violenze anche su donne e anziani estreme, le cariche “sanguinarie”. Tra i tanti casi citati, fotografati e ripresi in video, spiccava la denuncia di una donna di 33 anni, Marta Torrecilla, che aveva accusato la polizia di averle spezzato “una per una” le dita delle due mani, di averle rotto il braccio sinistro e di aver abusato sessualmente di lei. Una denuncia gravissima. Esiste un video in cui la si vede trascinata giù dalle scale di un edificio adibito a seggio da parte di alcuni poliziotti. Una a una le accuse della donna sono state ridotte da lei stessa. Le presunte violenze sessuali subite consistono dall’averle toccato il seno: nella colluttazione che si può vedere nel video è ovvio che le mani dei poliziotti siano finite un po’ ovunque sul suo corpo, toccandole anche il seno, certo non per “palparla” a fini sessuali.

Sempre nelle immagini si vedono i poliziotti trascinarla per il braccio destro, mentre con quello sinistro si difende e cerca di aggrapparsi: un po’ strano se il braccio sinistro, come detto da lei, era rotto. Alla fine intervistata dalla televisione catalana, ha ammesso di “aver un po’ esagerato le accuse”: “Ho detto che mi avevano rotto le dita delle mani perché è la prima cosa che ti viene in mente quando sei in una situazione come quella”. Poi ha ammesso che il braccio sinistro non era rotto. “Ma tutto il resto” ha concluso “è vero”. Dopo gli incidenti di domenica, molte delle foto e dei video che sono stati messi in rete dagli indipendentisti, a seguito di attenti esami, sono risultate ritoccate, soprattutto il sangue che appare su alcuni manifestanti. Violenza c’è sicuramente stata, come in tutti i casi in cui migliaia di manifestanti si scontrano con la polizia, ma come sempre i “cattivi” sono le forze dell’ordine, che peraltro ubbidivano a ordini basati sull’illegalità di un referendum che era stato proibito ai sensi della legge vigente.



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