GLI ANIMALI NON SOFFRONO E NON HANNO SENTIMENTI/ E’ la legge contro l’inclusione della sensibilità animale

- Fabio Belli

Londra contro i diritti degli animali: no alla legge che ne riconosce sentimenti e sofferenze. Il parlamento ha rifiutato l’adeguamento alle norme europee sul tema dopo la Brexit

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Theresa May (Lapresse)

Il parlamento britannico ha votato contro l’inclusione della sensibilità animale nello European Union Bill, il documento che stabilisce quali leggi resteranno in vigore dopo la Brexit: erano stabilite da parte dell’Unione Europea la grande maggioranza delle norme che garantivano il benessere degli animali. Erano stati i verdi, per non veder “bruciati” questi diritti, a proporre di includere una norma che affermasse come gli animali “sentono il dolore e le emozioni” alla stregua degli esseri umani. Così non è stato, e David Bowles, direttore della Rspca, la Protezione Animali britannica, ha definito questa decisione “Un passo indietro scioccante per i diritti degli animali.” Ha argomentato Bowles: “Soltanto gli animali domestici sono protetti dalle nostre leggi nazionali, che escludono esplicitamente gli animali selvatici e gli animali da laboratorio. Gli animali non sono oggetti. Sono esseri con sensazioni ed emozioni. Occorre una legge che riconosca la loro capacità di soffrire.”

TORNA LA CACCIA ALLA VOLPE? 

La scelta è stata vista come un elemento di evidente discontinuità rispetto alle leggi europee dalle quali con la Brexit la Gran Bretagna vuole prendere le distanze, secondo il movimento dei Verdi spesso anche a mero fine propagandistico, senza ragionare bene sul merito dei provvedimenti. Gudrun Ravtez, dell’associazione dei veterinari della Gran Bretagna, ha affermato: “E’ un fatto estremamente grave, riconoscere che gli animali possono soffrire è una pre-condizione per considerarli con rispetto, un principio fondamentale dell’etica scientifica per la protezione degli animali.” D’altronde il governo conservatore di Theresa May aveva già fatto infuriare gli animalisti proponendo la reintroduzione della caccia alla volpe (tematica che potrebbe dunque ora diventare di nuovo d’attualità) e ora ha portato avanti un provvedimento che rischia di far entrare in piena discontinuità la Gran Bretagna rispetto a quelle che sono non solo le normative europee a tutela degli animali, ma anche verso quelle di tutto il resto del mondo.

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