Niente frustate alle donne in pantaloni/ Sudan, ecco perché la mancata condanna non è una vittoria

- Silvana Palazzo

Sudan, niente frustate alle donne in pantaloni: ecco perché la mancata condanna non è una vittoria. Le ultime notizie sul caso di 24 donne salvate dalla punizione fisica

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Figlia islamica veste occidentale (LaPresse)

Svolta in Sudan: sono cadute le accuse di «abbigliamento indecente» rivolte a 24 donne perché indossavano i pantaloni. Se condannate, le donne avrebbero potuto subire 40 frustate e una multa per aver indossato l’abito «osceno». La svolta però non può essere considerata epocale, perché non c’è stato alcun cambiamento legislativo: come riportato dalla Bbc, le donne si sono salvate per un “cavillo”. Avrebbero infatti indossato i pantaloni durante una festa privata, dopo aver ottenuto un permesso da parte delle autorità. La legge in Sudan infatti punisce per «abbigliamento osceno» in luogo pubblico. Lo prevede l’articolo 152 del codice penale del 1991, di cui Amnesty International ha chiesto più volte l’abolizione. Due anni fa l’organizzazione non governativa insorse per l’arresto di 10 studentesse cristiane all’uscita di una chiesa perché indossavano gonne e pantaloni. «È vergognoso che queste donne rischino di essere frustate per aver semplicemente scelto di indossare una gonna o un paio di pantaloni», commentò all’epoca il vicedirettore di Amnesty per l’Africa orientale.

SUDAN, LEGGE VIETA ALLE DONNE DI INDOSSARE PANTALONI

Impossibile dimenticare il caso della giornalista sudanese condannata a 40 frustrate per aver indossato i pantaloni. Loubna Ahmed al-Hussein sfidò le regole del buoncostume islamico, rendendosi colpevole di aver esibito in pubblico i pantaloni sotto la tunica sudanese. Riuscì ad evitare la punizione fisica, ma ha dovuto comunque pagare una multa per il suo comportamento. Fece discutere anche una legge francese, superata ma comunque in vigore come raccontava tempo fa la Stampa, per la quale chi voleva vestirsi come un uomo doveva presentarsi alla stazione di polizia e chiedere personalmente l’autorizzazione. La legge risale al 1800, solo 92 anni dopo ci fu una piccola svolta: fu permesso alle donne di indossare i pantaloni «per tutto il tempo che tenevano le redini di un cavallo». Nel 1909 fu consentito loro di indossarli anche quando andavano in bici. Il disuso è stato più efficace dell’azione di governo, ma evidente è la contraddizione.



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