NATA CON 4 GAMBE/ Dominique, malata di “gemellaggio parassitico”, aveva 2 colonne vertebrali: ora è “libera”

- Linda Irico

È stata operata Dominique, la  bimba nata con 4 gambe, 2 colonne vertebrali, 2 vesciche e 2 aeree pelviche. La piccola era affetta da “gemellaggio parassitico”

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Dominique, la bimba nata con 4 gambe (Foto Advocate Children's, Twitter)

Un team di cinque chirurghi dell’Advocate Children’s Hospital di Park Ridge dell’Illinois ha eseguito un intervento senza precedenti per pprtare alla normalità la piccola Dominique, la bimba di dieci mesi nata due colonne vertebrali e quattro gambe. La bimba originaria della Costa d’Avorio è venuta al mondo affetta da “gemellaggio parassitico”, come raccontato da Rachele Grandinetti sulle pagine de Il Messaggero. Il medico Jogn Ruge, uno dei chirurghi che hanno eseguito l’intervento, ha spiegato così alla stampa internazionale in cosa consistesse la malattia di Dominique: “Era come se dal collo di Dominique fosse attaccata una parte di una gemella. Oltre alle gambe e ai piedi “extra” che si muovevano, c’era una vescica e un’area pelvica in più”. Per fortuna la bimba non presentava anomalie a livello di cuore e polmoni: gli organi perfettamente sani le hanno quindi permesso di superare l’operazione senza difficoltà. NATA CON 4 GAMBE:

Prima di entrare in sala operatoria, i medici hanno studiato un modello 3D dell’anatomia di Dominique per capire come e dove intervenire. I cinque chirurghi hanno dovuto lavorare per sei ore di fila per rimuovere le due gambe extra che si trovavano vicino alle sue spalle, proprio come la seconda spina dorsale. Dopo questa delicata operazione Dominique potrà finalmente affrontare una vita senza paralisi o altri effetti che, con la crescita, sarebbero venuti fuori. Frank Vicari, chirurgo pediatrico, ha commentato così l’operazione riuscita ai microfoni di Routers: “Sta andando bene, è a casa con la sia ‘madre adottiva’ e sta molto bene. La bimba resta ora negli Stati Uniti, affidata alle cure di una famiglia americana, ma tra un mese potrà tornare in Costa D’Avorio. La famiglia che se ne sta prendendo cura aveva appreso del suo caso attraverso i social media e l’associazione Children’s Medical Mission West, decidendo immediatamente di volerla aiutare.



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