TERRORISMO ED EUROPA/ La rivincita dell’Italia

L’attentato a Londra mostra come l’Italia e i paesi del Sud Europa, tanto bistrattati, siano in realtà in grado di garantire una maggior sicurezza contro il terrorismo, dice GIULIO SAPELLI

24.03.2017 - Giulio Sapelli
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Il mistero dei coltelli viola, attacco a Londra (Foto: LaPresse)

Quando si farà la storia della disgregazione lenta dell’Ue non si potrà non fare i conti con i pregiudizi etnografici che animarono le classi agiate della stessa Ue, ossia le cosiddette eurocrazie oligarchiche, a bassa intensità di sapere qualsivoglia, che dominarono l’Ue per parecchi lustri. La prevalente intensità simbolica si scoprirà che si addensava sulle metafore consolidate dello stereotipo delle popolazioni del Sud Europa come dispendiose non risparmiatrici dedite a ogni sorta di vizi e di carnalità diffuse. Una cosa simile alle invarianze simboliche che i sunniti hanno da secoli e secoli contro gli alawiti, ossia la diaspora tutta spiritualità e intelligenza dell’Islam, come gli ismaeliti, che la resistenza ostinata di Assad in Siria ha portato or ora agli onori della cronaca internazionale.

Anche le dichiarazioni di un ragazzotto socialdemocratico blairiano olandese hanno lanciato nello spazio mass mediatico del land-scape dell’Ue simili stereotipi che hanno suscitato l’indignazione di tutti gli affiliati all’Ue, salvo i quotidiani tedeschi, tra cui si è distinto il corrispondente dall’Italia della Frankfurt Allgemeine Zeitung, il quale è giunto addirittura a difendere il malcapitato. In realtà, il buontempone olandese altro non ha fatto che ripetere gli stereotipi che le élite eurocratiche italiche crearono sul popolo italico con la loro teoria dello choc esterno (l’Ue) che avrebbe salvato il popolo italico dalla decadenza. Una teoria che avrebbe indignato qualsivoglia elite del mondo intero dotata di amor di patria, non di nazionalismo, ma semplicemente di dignità nazionale, di onore. In Italia nulla di tutto ciò e il buontempone olandese altro non ha fatto che dar fiato a stereotipi che gli italici stessi che non hanno mai avuto amor di patria (che è cosa ben diversa dal nazionalismo) hanno creato. 

La realtà com’è noto è ben diversa: i mali economici dell’Italia sono stati creati soprattutto da scelte errate formulate e imposte ed estero-dirette, a cominciare da quelle che imposero surrettiziamente il divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia e poi via via proseguirono imponendo surrettiziamente ai parlamentari incolti follie come il Fiscal compact, il 3 per cento, ecc.

Un’offesa alla grandezza del popolo italiano e alle sue elite nazionalmente legittimate che esistono eccome, ma che non sono in posizione subalterna. Ne volete un prova? Me la offre il terribile, recente attentato londinese. Certo, è ben difficile prevenire i lupi solitari. Ma intendiamoci: essi esistono perché la strategia politica e militare dell’Isis è fallita in Europa. I musulmani che sono milioni e che in questa Europa vivono non si ribellano alle classi dominanti e alle istituzioni che governano anche loro, anche se forti sono ancora e più che mai le identità religiose e anti-sistema. Ma il sistema della convivenza tiene ed è fortissimo nonostante la debolezza di quello dell’integrazione. E ciò è favorito da un formidabile sistema di intelligence che è tanto più efficace nelle nazioni del Sud Europa piuttosto che di quelle del Nord Europa. 

Perché? Ma è preso detto: coordinamento nazionale che in Italia e in Spagna e Portogallo esiste, mentre è assente in altre nazioni europee, e poi, soprattutto, la forte intelligenza antropologica delle cosiddette cicale che vivono senza pregiudizi e sono in grado di accogliere spiritualmente le altre culture e gli altri popoli. Il cattolicesimo è una formidabile cultura dell’accoglienza intellettuale e convive con un buon bicchier di vino… Come mi diceva un amico gesuita in Ecuador: vedi i miei parrocchiani (eravamo a Cuenca) sono sempre un po’ allegri, ma mai ubriachi, perché non li faccio sentire degli infami se bevono un goccetto in più. Guarda invece i seguaci dei miei amici pastori protestanti: non bevono mai nulla sino alla domenica pomeriggio, ma poi si ubriacano così tanto che al lunedì non riescono ad andare a lavorare…

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