EUTANASIA/ “Gli animali vivono meglio di me”: chiede di morire ma non è malato terminale

- La Redazione

Un uomo inglese di 54 anni colpito da grave malattia incurabile, pur non essendo malato terminale, ha chiesto il suicidio assistito. La legge inglese però non riconosce questo

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Immagine di repertorio (Pixabay)

Suscita discussioni in Inghilterra il caso di un uomo di 54 anni, colpito da un male incurabile ma non mortale, che ha cominciato una battaglia legale per chiedere il diritto di morire. L’uomo, secondo i medici, ha tutte le possibilità di vivere almeno altri vent’anni, ma nel 2015 ha tentato di suicidarsi. L’uomo soffre di atrofia multisistemica (MSA) una malattia neurodegenerativa caratterizzata da insufficienza del sistema autonomo (cardiovascolare e/o urinaria), è costretto a vivere con un catetere, ha difficoltà a parlare e necessita di assistenza quotidiana, potendosi alzare dal letto molto raramente. Originario dell’Iran, si è trasferito a 12 anni con la famiglia in Inghilterra, è separato dalla moglie e ha tre figli, ma dice che le sue condizioni di vita sono peggiori di quelle di un animale. Il suicidio assistito è illegale nel Regno Unito, ma l’uomo vuole portare il suo caso davanti all’Alta corte dicendo che si tratta di “un caso crudele e ingiusto”. Di fatto non essendo la sua una malattia mortale e non essendo un malato terminale, la legge non permette alcun tipo di eutanasia. Nella sua pagina internet dove ha aperto un crowdfunding per avere i soldi necessari per l’assistenza legale, si dice determinato a battersi perché cambiare la legge in modo che “la gente come lui possa morire pacificamente a casa propria”. Se dovesse vincere la sua battaglia, significherebbe che tutti coloro pur malati di gravi sindromi come la sclerosi multipla, potranno chiedere l’eutanasia pur non essendo in condizioni di morire.



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