MORTA DI PARTO/ Infermiera simbolo della lotta all’Ebola lasciata morire per paura di toccarla (ed era sana)

- La Redazione

È morta Salome Karwah, l’infermiera sopravvissuta all’Ebola nominata “Persona dell’anno” nel 2014 dal Times. La donna è morta dopo un parteo cesareo e il marito accusa i medici di negligenza

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Salome Karwah

L’infermiera sopravvissuta all’Ebola, Salome Karwah, è morta dopo aver dato alla luce il suo quarto figlio. La donna liberiana era stata nominata nel 2014 “Persona dell’anno” dalla rivista Time per il suo straordinario lavoro in prima linea contro l’epidemia scoppiata in Africa. James Harris, suo marito, ha accusato i medi di non essere intervenuti tempestivamente per paura che fosse ancora infetta. Lo scorso 21 febbraio la donna era stata dimessa dall’ospedale di Monrovia tre giorni dopo aver dato alla luce il figlio con un parto cesareo. Arrivata a casa ha accusato un malore e, come raccontato dal marito alla BBC, è stata lasciata tre ore in ambulanza perché nessuna infermiera voleva toccarla. Alla fine è stato lo stesso marito a portarla al pronto soccorso, ma era ormai troppo tardi. Harris accusa l’ospedale di negligenza “perché Salome era una sopravvissuta ad Ebola e temevano che avrebbero potuto contrarre il virus”. La Liberia è, insieme alla Nigeria, uno degli Stati africani, più devastati dallo scoppio nel 2014 del virus Ebola, che ha causato oltre 10mila morti. Salome aveva perso anche i genitori a causa dell’epidemia ma era sopravvissuta nonostante fosse sempre in prima linea nell’assistere i malati e aveva beneficiato di un regime di vaccino. Al momento del parto risultava sana: tutti i test di controllo effettuati recentemente evidenziavano la negatività al virus.



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