FOSSA COMUNE NELL’ORFANOTROFIO/ Le suore di Tuam e gli 800 bambini scomparsi: le bufale dei giornali

- La Redazione

In una città dell’Irlanda sarebbe stata scoperta una fossa comune contenente i resti di 800 bambini ospitati in un orfanotrofio. Le accuse alle suore che lo gestivano

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Immagine dal web

Grande scalpore per l’annunciato ritrovamento di una “fossa comune” a Tuam, in un orfanotrofio gestito dal 1925 al 1961 da alcune suore. E’ strano che il vescovo della città Michael Neary si accodi alle accuse della stampa dicendosi inorridito e rattristato. In realtà non esiste alcuna fossa comune, ma sette camere sepolcrali diverse. Ai tempi anche gli ospedali civili usavano quelle che oggi, con disprezzo, si definiscono “fosse comuni”. I giornali di tutto il mondo in questi giorni intitolano con “fosse comuni” la sepoltura di neonati e bambini fino ai 3 anni nell’orfanotrofio Casa della Madre e del Bambino a Tuam, in Irlanda.

I titoli molto spesso vengono usati per la connotazione, non per la denotazione. In altre parole i titoli vengono usati per comunicare alla gente che sentimento avere, di sdegno o di lode. In questo caso i giornali ci ordinano di provare sdegno. Tuttavia non si tratta di una fossa comune. Tutta la vicenda si deve al lavoro di Catherine Corless, una storica di Galway. Lei stessa ha dichiarato che non è una fossa comune e che se lo sono inventato i giornali. Catherine Corless è la fonte, e la fonte smentisce che si tratti di una fossa comune: «Non ho mai usato la parola “scaricati”, non ho mai detto a nessuno che 800 corpi sono stati gettati in una fossa settica. Non sono le mie parole». Parte del problema è la mancanza di conoscenza della storia dell’Irlanda.Tale mancanza è il risultato di una lunga operazione di censura da parte degli inglesi che per secoli hanno schiavizzato e ridotto alla fame gli irlandesi ma non vogliono che si sappia. Fino all’inizio del secolo scorso quasi tutta la terra d’Irlanda era di proprietà di pochissime persone, tutte inglesi.
Pochi sanno che, anche al tempo della grande carestia, l’Irlanda era uno dei più grandi esportatori di vivande d’Europa. Allora perché la carestia? Perché i proprietari terrieri inglesi prendevano tutto il raccolto e consentivano ai contadini irlandesi di mangiare solo patate. Fino agli anni ’90 era possibile vedere nelle campagne irlandesi vecchie case di contadini con porte molto basse Quando una malattia ha cominciato a rovinare le patate è stata la tragedia. Ci sono stati periodi in cui nelle strade di Dublino ogni mattina si raccoglievano i morti a carrettate. Se gli adulti morivano come le mosche, figuriamoci i bambini poveri. Le suore non avevano i mezzi economici per raddrizzare un’intera nazione. Tuttavia hanno dato assistenza a quei poveri bambini dimenticati da tutti, che così non sono morti soli e abbandonati. 

Di fatto le suore che lavoravano in questo orfanotrofio erano infermiere specializzate scelte appositamente, che con i pochissimi mezzi a disposizione facevano il loro meglio, in un periodo storico (fomentato anche dalla Chiesa cattolica) in cui le ragazze madri erano considerate prostitute e i loro figli, i figli del peccato. Qua però trovavano accoglienza, piuttosto che finire in mezzo alla strada. Potevano restare qui con i loro bambini per circa un anno e poi scegliere cosa fare. I bambini lasciati soli verso i 10 anni venivano avviati al lavoro o adottati da famiglie ricche. 

 

Si parla di 800 resti di bambini morti di malattie come il morbillo, la tubercolosi, epilessia e meningite e non denutrizione, ma fino agli anni 50 l’Irlanda era un paese poverissimo dove scarseggiavano cibo e medicinali, che con difficoltà venivano dati agli istituti religiosi. Si è scritto che i bambini morti venivano fatti sparire in questa fossa, in realtà la storica ha trovato 796 precisi certificati di morte fatti dalle suore con le cause del decesso: tutto registrato dunque, nessuno ha nascosto nulla. In 36 anni di esistenza dell’orfanotrofio sono morti mediamente 22 bambini, cifre irrisorie rispetto a quanto succedeva negli ospedali o nelle strade di Dublino. 
Dice il professor McComrick docente presso l’università di Belfast: «Si tratta in realtà di un metodo comune di sepoltura utilizzato nel recente passato e utilizzato ancora oggi in molte parti d’Europa. Molti ospedali materni in Irlanda hanno utilizzato questo tipo di sepoltura comune per i bambini nati morti o per coloro che sono morti subito dopo la nascita. Questi venivano sepolti assieme in un cimitero vicino, ma più spesso in una zona speciale all’interno dell’ospedale».
Secondo il dirigente sanitario Jacky Jones: “Perché siamo così scioccati dei 796 neonati e bambini che sono morti nella St Mary’s mother-and-baby home di Tuam? Alti tassi di mortalità infantile erano normali in Irlanda fino al 1970. Questo non era giusto, ma non c’è nulla di oscuro. Le indignazioni implicano che ci fosse qualcosa di sinistro circa le morti dei bambini ma non è di aiuto a nessuno, soprattutto alle donne i cui bambini sono morti in queste istituzioni. I bambini sono morti nella Casa di maternità per le stesse ragioni per cui sono morti nella baraccopoli di Dublino: la povertà e il basso stato di salute”.

(Paolo Vites) 

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