ORFANOTROFIO DI TUAM/ Irlanda, perché nessuno ha mai chiesto conto ai padri? L’8 marzo delle mamme abbandonate

- La Redazione

In Irlanda si continua a occuparsi della vicenda dell’orfanotrofio di Tuam, in cui è stata scoperta la speoltura di circa 800 bambini morti nei vari decenni in cui l’edificio funzionò

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Immagine dal web

Mentre in Italia la notizia ha già abbandonato le prime pagine e le telecamere dei vari tg, dopo essere stata raccontata in modo approssimativo e fuorviante, accusando le suore di “crimini orribili” (ne abbiamo parlato qui cercando di ricostruire il contesto storico in cui si dibatteva la società irlandese del periodo; ricordiamo adesso che l’Irlanda fino alla fine degli anni 60 rimase il paese più povero dell’Europa occidentale) in Irlanda il dibattito sui bambini sepolti nel cortile dell’orfanotrofio di Tuam ovviamente occupa ancora rilevanza. Quello su cui si dibatte sono principalmente due punti. Come mai delle suore avessero sepolto dei bambini in un terreno sconsacrato invece che in normali cimiteri e perché nessuno, soprattutto le autorità civili, avessero mai aperto delle inchieste sul numero di bambini morti negli orfanotrofi. Insomma, ci si chiede se si sia trattato di un complotto fra stato e Chiesa, quest’ultima fino a poco tempo fa in Irlanda istituzione potentissima che dominava anche la vita civile. 

Emergono però altri dati significativi che aiutano a inquadrare storicamente la situazione. In un articolo pubblicato nel 1941 sul quotidiano The Bell si citano dati risalenti al 1924 (un anno prima che aprisse l’orfanotrofio di Tuam) in cui si dice che un bambino su tre avuto in modo “illegittimo” (cioè da una madre single) moriva nel giro di un anno dalla nascita. Il dato di mortalità era cinque volte più alto che tra i bambini che avevano un padre e una madre. Già con questi dati viene da dire: meno male che c’erano gli orfanotrofi come quello di Tuam. Dunque ci si chiede, in un articolo pubblicato oggi dall’Irish Times, perché la scoperta fatta nel 2014 di circa 800 bambini sepolti nell’orfanotrofio è stata un tale shock visto che l’orfanotrofio operò in un periodo di vari decenni, dal 1925 al 1961? 800 bambini morti detto così sembrano tanti, ma come abbiamo già detto sono 22 casi all’anno, dunque meno di quelli che ne morivano prima per le strade. C’è un altro elemento che viene poi citato: un tribunale, nel 1935, sottolineò la “piaga orribile dell’infanticidio in tutto il paese”. Tra il 1922 e il 1950, ben 183 donne furono processate per infanticidio, uccisione dei propri figli. Anche qui viene da dire: meno male che esistevano posti come Tuam, la strage sarebbe stata superiore. Fu poi l’arcivescovo di Dublino, dopo la fine della seconda guerra mondiale a domandare pubblicamente perché le tante mamme single erano costrette a lasciare l’Irlanda per trovare lavoro come domestiche in Inghilterra, dove c’era grande richiesta e dove venivano ospitate con il loro bambino. L’arcivescovo si chiede: perché gli irlandesi non fanno lo stesso? Perché rifiutano di assumere e accogliere queste madri e i loro bambini? Fu in quel periodo che in un appartamento di Dublino vennero trovati tre bambini uccisi dalla madre, uno infilato nel camino di casa. 

Infine, a fronte di tanta disperata solitudine di tante donne e dei loro figli, l’articolo si pone una domanda che fino ad adesso tutti hanno ignorato: le colpe più grandi di tutte sono quelle dei padri. Chi sono e che fine hanno fatto questi uomini, autori in molti casi di stupri e anche incesti? Nessuno si è mai occupato di ricercarli, autori di violenze su giovani ragazzine e padri scomparsi di tanti bambini che hanno affrontato una vita di terribili disagi. Oggi è l’8 marzo, festa delle donne. Ci sarà qualcuno di loro ancora in vita, perché non si fa avanti ad assumersi quella che è la responsabilità più grande di tutta questa storia? E’ più importante chiedersi se il cortile dell’orfanotrofio di Tuam era terreno sconsacrato (e chi lo sa davvero poi se era davvero sconsacrato?). Perché continuare ad accusare suore che facevano del loro meglio invece di dire che una società maschilista, come allora era ovunque, ha rovinato migliaia di povere donne e tanti bambini? O forse, a questo punto, è giunto il momento di chiedere tutti perdono e lasciare andare in cielo questi poveri bambini.

(Paolo Vites)

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