ISIS HA ARMI CHIMICHE/ Gli USA lanciano l’allarme

- Fabio Belli

La CNN riporta l’allarme USA: l’Isis ha armi chimiche e la preparazione starebbe diventando sempre più professionale. I rischi a livello di politica internazionale

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Il "Califfo" Al Baghdadi (LaPresse)

La preoccupazione riguardo il terrorismo e le attività dell’Isis continua ad essere crescente in ambito internazionale. Negli ultimi mesi la preoccupazione si concentra soprattutto la possibilità che lo Stato Islamico detenga armi chimiche. E il network statunitense CNN nelle ultime ore ha rincarato la dose sull’argomento, affermando come l’Isis abbia allestito una vera e propria cellula adibita alla preparazione di armi chimiche. La CNN parla del quartier generale di questa cellula, situata al confine tra l’Iraq e la Siria che al momento è la zona in cui lo Stato Islamico è maggiormente radicata. Tant’è che questa nuova “fabbrica” di armi chimiche rappresenterebbe ormai per l’Isis il nuovo quartier generale, la nuova Capitale dello Stato Islamico, prima indicata nella città di Raqqa. Quest’ultima cittadina ormai sarebbe a un passo dalla caduta, con fonti di intelligence americana che parlano ormai di ingenti perdite militari e di una caduta ormai prossima in quella che era la roccaforte dell’Isis.

Le rivelazioni della CNN sono state molto preoccupanti, in quanto il network a stelle e strisce ha affermato anche come l’Isis non avrebbe certo incaricato grandi esperti per la preparazione di queste armi chimiche, ma personaggi inesperti che potrebbero rappresentare un pericolo nella preparazione e nell’attuazione di determinati attacchi. Proprio per questo secondo il portavoce americano Ryan Dillon la coalizione al lavoro in Siria deve stroncare sul nascere la preparazione di attacchi chimici. Secondo fonti USA, come riportato sempre dalla CNN, tutto il tempo concesso all’Isis diventa qualità maggiore per chi deve preparare armi chimiche e un pericolo sempre maggiore a livello militare. Soprattutto perché l’intelligence americana ha già registrato circa quindici attacchi chimici nella zona di Mosul e la preoccupazione è che possa essere sferrato un attacco ben più grave che potrebbe creare rappresaglie pesanti, come quello che ha portato a sganciare la “Superbomba” USA qualche settimana fa.



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