CHARLIE GARD/ Il bambino che deve morire ha aperto gli occhi contrariamente a quanto detto dai giudici

- Paolo Vites

La corte dei diritti umani europea ha ordinato che i macchinari che tengono in vita Charlie Gard restino accesi fino alla mezzanotte di domani. La foto che va contro la sentenza

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Charlie Gard

Una foto che dice tutto postata sulla sua pagina facebook da Connie Yates, la mamma di Charlie Gard, il neonato che ben tre livelli di giudizio compresa la Corte suprema di Inghilterra ha deciso che deve morire “per il suo stesso interesse”. Gravemente malato dalla nascita, non sente e non vede più altre complicazioni. La storia la sappiamo bene, ne abbiamo parlato molto su queste pagine unici in Italia, perché un caso del genere mette in crisi tutta la mentalità dietro all’eutanasia, fintemente propagandata come scelta volontaria e in un caso come questo imposta invece dalla volontà dello stato e da alcuni medici.

Nonostante la malattia i genitori di Charlie chiedono per lui la vita,ma hanno perso ben tre processi perché le sue condizioni, hanno detto i giudici, gli fanno “meritare una morte dignitosa”. Inutile anche la donazione da parte di privati di oltre un milione di sterline per portarlo in America dove un medico dice di avere forse la cura per lui. “Non è una cura ufficiale” dicono i medici, nelle sue condizioni la cosa migliore per lui è morire. Si legge nella sentenza della Corte suprema che il bimbo è così privo di alcuno stato di coscienza che non riesce nemmeno ad aprire gli occhi e perciò non ha collegamenti visuali con il cervello Ed ecco la foto postata dalla mamma: Charlie ha gli occhi ben aperti e dimostra di capire la presenza attorno a lui di persone, cosa che i genitori hanno sempre sostenuto. E’ una battaglia tra uno stato che si arroga ogni diritto contro il diritto di scelta dei genitori i quali adesso hanno fatto ricorso alla Corte europea dei diritti umani europea ottenendo che la morte del bambino sia rimandata di alcuni giorni.. Ma la Corte europea ha già fatto sapere che difficilmente sarà in grado di dare un giudizio su un caso del genere. In ogni caso è stato ordinato all’ospedale dove si trova il bambino di lasciare le macchine che lo tengono in vita accese fino alla  mezzanotte di martedì, domani.



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